Novità sul papà di Alice nel Paese delle Meraviglie

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:02
Lewis Carroll

Con il preannunciato trionfo di Tim Burton e del suo ultimo film ‘Alice in Wonderland’ nei botteghini di tutto il mondo, si riaccendono i riflettori anche su Lewis Carroll, autore dei romanzi ‘Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie’ e ‘Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò’ che hanno ispirato la pellicola del regista di Burbank. Lewis Carroll, al secolo Charles Lutwidge Dodgson, fu uno scrittore ma anche un reverendo ed un insegnante di matematica britannico reso celebre dalle opere sopra citate che raccontano la storia fantastica di una ragazzina, Alice, e del mondo fatato all’interno del quale va a ritrovarsi.

L’audace propensione letteraria di Carroll ed in particolare l’importanza centrale della figura puerile e femminile dei personaggi dei suoi romanzi, hanno costituito per la critica un centro di analisi particolare. Anzitutto Carroll oltre ad uno pseudonimo letterario è da considerarsi una specie di alter ego del reverendo, soprattutto in riferimento la vita di quest’ultimo opposta a quella del personaggio dai tratti bizzarri che divenne in qualità di scrittore. Molto chiacchierati soprattutto i suoi rapporti con alcune bambine, dai contorni talvolta maniacali e viscerali; Dodgson si intratteneva infatti con queste sue giovani amiche e le fotografava immortalando la loro ingenua tenerezza. Proprio dall’amicizia con Alice Liddell, il reverendo trovò forse l’ispirazione per Alice nel Paese delle Meraviglie.

Il reverendo Charles Dogson e lo scrittore Lewis Carroll, sono stati analizzati da Karoline Leach ne ‘La vita segreta del papà di Alice’, la quale spiega che il primo “nacque il 27 gennaio 1832, visse la sua vita e morì il 14 gennaio 1898” mentre il secondo “nacque il primo marzo 1856 ed è ancora tra noi”. In effetti è la figura di Carroll, quella del creatore del Paese delle Meraviglie, ad essersi guadagnata maggiore considerazione, ovviamente in rapporto a quella del reverendo. Sebbene si consideri platonico il rapporto che questi coltivava con le sue amiche bambine, non si può negare quanto in esso affiorino tratti della sessualità di Dogson, sicuramente malata, deviata e repressa. Egli era un recluso che viveva fuori dal mondo e la sua unica compagnia era costituita da queste ragazzine che poi finiva per trascurare non appena esse si addentravano nella maggiore età. Questa è la verità del popolo e della critica, per cui ovviamente l’argomento dello scrittore morboso e pedofilo costituisce materia interessante.

Leach avanza invece un’altra verità, testimoniata da documenti, che riabilita la figura del reverendo depurandolo dei tratti essenzialmente maniacali attribuitigli dal tempo. Secondo la scrittrice è da sfatare il mito maligno secondo cui Dodgson si intratteneva con ragazzine in età infantile; il reverendo invece riempiva la propria casa di assidue frequentatrici le quali, inizialmente di giovane età, proseguivano i rapporti anche in seguito, talvolta durante esperienze coniugali. Lui le chiamava “piccole amiche” ma esse erano donne adulte, sposate, vedove o single. Nessuna morbosità, nessuna pedofilia. Di certo, perciò,  Charles Dodgson non è imputabile per una sua “normale” passione per il gentil sesso.

Il mito di Carroll e dei suoi interessi maniacali per le bambine nacque con la biografia scritta poco dopo il suo decesso dal nipote Stuart Dodgson Collingwood; questa biografia, in perfetto stile vittoriano, delineava l’immagine dello scrittore come quella di un santo dedito ad una vita rigida, virtuosa e conservatrice. Proprio di età vittoriana è poi il concetto secondo cui chi amava le bambine era uno spirito superiore attratto dagli angeli. L’ingenuo nipote non poteva immaginare che avrebbe lasciato ai posteri un’immagine di suo zio dai tratti molto ambigui per quanto riguardava le sue giovanissime compagnie. Il resto è stato fatto dalla nostra malizia, che col tempo ha delineato la figura ormai divenuta tradizionale di un Lewis Carroll morboso e patologico. Le nuove scoperte di Karoline Leach, perciò, aprono nuovi scenari e riaccendono il dibattito.

Andrea Camillo