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Ortaggi surgelati meglio di quelli freschi: lo dice una ricerca inglese

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E’ stato sfatato il mito che le verdure fresche siano più salutari e nutrienti di quelle surgelate. Colpa del tempo che ortaggi e legumi impiegano prima di raggiungere le nostre tavole, a tutto danno di vitamine e nutrienti contenuti in questi alimenti considerati benefici per la nostra salute.

Da uno studio condotto dall’istituto britannico dell’Institute of Food, riportato oggi sul Daily Telegraph, emerge infatti che i prodotti congelati, sarebbero più sani perché in grado di trattenere i nutrienti più a lungo ( la Bird Eye, azienda statunitense leader nel settore surgelati ha finanziato lo studio). La ricerca rivela che tra raccolta, deposito, trasporto e sistemazione sugli scaffali, prima che le verdure fresche riescano ad essere servite ed assaporate possono passare fino a due settimane (senza contare l’eventuale temporeggiamento nel frigorifero di casa nostra), contrariamente a quanto immaginino i consumatori.

Una ricerca inglese rivaluta il mito delle verdure fresche e salutari

In questo lasso di tempo, i ricercatori hanno dimostrato che i fagiolini possono perdere fino a 45% di sostanze nutritive, broccoli e cavolfiori il 25%, i piselli il 15% e le carote il 10%. Le verdure surgelate, invece, vengono normalmente congelate poco dopo il momento della raccolta così da arrestare qualsiasi processo di deterioramento, e per questo conservano più sostanze nutritive, mantenendo invariata la struttura, il sapore e l’aroma.

La nutrizionista Sarah Schneker, che ha coordinato lo studio, ha sottolineato che “i principi nutrizionali degli ortaggi freschi incominciano a deteriorarsi dal primo minuto successivo loro alla raccolta. Ciò implica che nel momento in cui arrivano sulle nostre tavole, sono molto meno ricche di sostanze benefiche di quanto crediamo”.  Una delle ricercatrice britannica aggiunge che “può essere sbagliata la convinzione per cui un alimento fresco è sempre migliore del corrispettivo surgelato. I surgelati possono essere nutrizionalmente comparabili o, in alcuni casi, addirittura superiori dal punto di vista nutrizionale”. A meno che non si abbia un orto nel proprio giardino o un contadino di fiducia su cui poter contare ovviamente.

In difesa degli ortaggi freschi va notato, come afferma il nutrizionista  Andrea Ghiselli (ricercatore dell’Inran, Istituto Ricerca Alimenti e Nutrizione) che “è anche vero che il complessivo effetto benefico dei vegetali sulla nostra tavola rispetto ad altri alimenti dipende da una serie di fattori, come per esempio la presenza di fibra e altro ancora. Quindi ai fini nutrizionali la differenza è minima, e la scelta deve dipendere essenzialmente da preferenza di gusto e da comodità nell’acquisto”.

Adriana Ruggeri

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