Usa, Ohio: sparatoria all’università. Un morto o forse due: mistero

L'“Ohio State University” a Columbus, nello stato americano dell'Ohio

Nella “Ohio State University” della città di Columbus, situata nell’entroterra centrale dello stato americano, si è verificata quest’oggi un’inattesa sparatoria. L’avvenimento ha avuto luogo intorno alle ore 3.30 locali della notte, le 9.30 italiane, nell’edificio che ospita gli uffici amministrativi dell’università. Il bilancio delle vittime è di almeno un morto e 2 feriti, di cui uno versa in gravissime condizioni. Le tre persone colpite sono membri del personale scolastico e dipendenti a vario titolo dell’ateneo. Non sarebbero perciò coinvolti gli studenti.

Il presunto killer, secondo l’Ansa, è stato prontamente arrestato dalle autorità, le quali avevano circondato l’edificio, setacciandone ogni parte, perfino la sotterranea centrale elettrica. Nonostante l’accaduto, non si è assistito ad alcuna sospensione nelle attività universitarie, perciò corsi e seminari si sono svolti regolarmente durante la giornata.

Nathaniel Brown sarebbe il nome del sospettato tratto in arresto, secondo quanto riporta l’Associated Press. L’uomo, 51 anni, lavorerava nella stessa struttura in cui è avvenuta la sparatoria, in qualità di custode. Dal file personale di Brown risulterebbe che alcuni supervisori si erano lamentati poiché l’uomo era solito arrivare in ritardo, dormire sul lavoro e aveva alcuni problemi a seguire le istruzioni che gli venivano date. Brown inoltre avrebbe ricevuto il 2 marzo una lettera di licenziamento, con il “consiglio” di non recarsi più al lavoro a partire dal sabato successivo. Così nella giornata odierna si sarebbe presentato sull’abituale posto di lavoro, indossando vestiti scuri con cappuccio, uno zaino e brandendo due pistole.

Secondo quanto riporta la stessa Associated Press, a dispetto di quanto battuto dall’Ansa, Brown, uscito di prigione nel 1984, si sarebbe suicidato nel garage della struttura.

Un plausibile movente, secondo la polizia, potrebbe essere collegato alla non soddisfacente condotta tenuta dall’uomo e rivelata dai supervisori, che avrebbe fatto scattare la sua ira. Inoltre, c’è anche il sospetto che l’uomo sia venuto a conoscenza dell’indagine in corso sulla sua vita passata.

“È una tragedia, preghiamo per le vittime e le loro famiglie”, ha detto Vernon Baisden, uno degli addetti alla sicurezza dell’ateneo, immediatamente accorso dopo aver udito gli spari.

La principale incognita riguarda la discrepanza tra la notizia data dalle due agenzie di stampa, italiana e americana. Tuttavia, tutti i media stranieri riportano la notizia che il killer sarebbe morto, suicidatosi con la propria arma, quindi il bilancio delle vittime salirebbe a due.

Emanuele Ballacci