Home Sport Calcio, Inter – Mourinho attacca Balotelli: “La febbre? Una bugia”

Calcio, Inter – Mourinho attacca Balotelli: “La febbre? Una bugia”

Dopo diversi giorni di silenzio, José Mourinho ha rilasciato questa mattina alla Gazzetta dello Sport un’interessante intervista toccando diversi temi, dalla presunta influenza di Balotelli nella gara contro il Genoa all’importanza della sua presenza in panchina durante le gare, passando attraverso l’analisi del periodo non proprio positivo dei nerazzurri.

Balotelli con la febbre? Quale febbre? – si domanda lo Special One – la febbre l’avevo io, non lui… Io e il dottor Combi sappiamo che Mario non aveva la febbre. Farlo giocare in quelle condizioni non sarebbe stato etico. La febbre di Mario è una bugia”. Dunque la gara del giovane attaccante nerazzurro sarebbe stata semplicemente una partita sottotono, e non condizionata dal suo stato di salute come invece si era vociferato alla fine di Inter-Genoa.

Mourinho è consapevole che la sua Inter non sta vivendo un periodo particolarmente felice, caratterizzato da troppi pareggi (quattro nelle ultime cinque gare di campionato). Ma l’ultima gara contro il Genoa, che a detta di molti è stata una delle meno brillanti dei nerazzurri, è piaciuta al tecnico di Setubal: “Ci sono pareggi e pareggi, quelli per colpa di errori degli altri, quelli che arrivano per colpa nostra. L’ultimo? Preferisco un pari così, in una partita onesta, in cui la mia squadra ha giocato bene e avrebbe meritato di vincere“.

Il giorno dopo la gara con i liguri, in cui Mourinho era stato costretto ad accomodarsi in tribuna per scontare la seconda delle tre giornate di squalifica che gli sono state comminate dopo Inter-Sampdoria del 20 febbraio scorso, il presidente Massimo Moratti aveva sottolineato come la presenza di un uomo come Mourinho in panchina faccia la differenza grazie al suo carisma e alla grinta che trasmette ai suoi giocatori. Ma il tecnico portoghese non sembra essere d’accordo: “Io non gioco, non segno, non paro: se la squadra gioca bene, con l’atteggiamento giusto, non c’è bisogno dell’allenatore in panchina per vincere. Quando mancano concentrazione, intensità, aggressività, allora l’allenatore può cercare di aiutare la squadra ma se è lontano dai giocatori, non può fare niente”.

Pier Francesco Caracciolo