Egitto: morto Tantawi, l’imam dell’Università Al Azhar del Cairo

L'imam Tantawi

Mohamed Sayed Tantawi, imam dell’Università Al Azhar del Cairo, è morto all’età di 81 anni a causa di un arresto cardiaco.

Tantawi si trovava a Riad (Arabia Saudita) per una visita di due giorni e, proprio al momento dell’imbarco per il volo di ritorno in Egitto, è stato colto da malore.  Il motivo della sua visita in terra saudita era stato la consegna del premio internazionale Re Feisal per il servizio all’Islam, consegnato quest’anno al primo ministro turco Erdogan e al presidente del Montenegro, Vujanovic.

L’Università  Coranica Al-Azhar (‘La-fiorita’) del Cairo rappresenta il più antico istituto accademico del mondo islamico ed è tra i primi centri di insegnamento dell’Islam di matrice sunnita. Fondata nel 970 circa,  si sviluppa presso la moschea di Al-Azhar e fu costruita da Jahwar, condottiero, di origini siciliane, dell’ armata dei Fatimidi.  Nata come centro di studio Ismailita, divenne, con la riconquista egiziana, una prestigiosa sede di elaborazione del pensiero sunnita, seguita da quella di Fez in Marocco e quella di Tunisi. Oggi, attraverso le varie sedi dislocate del Cairo e delle città vicine, può contare quasi 400 mila studenti iscritti.

Al-Azhar è nota al mondo per le sue ‘fatwe’ ,ossia pareri sulle principali questioni che riguardano l’Islam come il terrorismo o la presa di posizione nei confronti dell’omosessualità.  Negli ultimi tempi alcuni atteggiamenti moderati, mostrati dall’imam Tantawi, come il no alla circoncisione femminile o il divieto, per le donne, di indossare il velo integrale nelle scuole dell’Università,  hanno provocato la dura reazione delle frange integraliste della società egiziana.

Sull’interpretazione della figura di Tantawi si raccolgono pareri discordanti. Alcuni considerano positiva questa sua ‘fama’ di moderato, soprattutto per i buoni rapporti ottenuti con il mondo occidentale. Altri associano a questo suo eccesso di moderazione un ostacolo al vero e proprio superamento della crisi dell’Islam contemporaneo. Carlo Panella, giornalista e scrittore di libri dedicati al mondo musulmano, ritiene che la figura di Tantawi sia rintracciabile in quella di un fedele custode delle concezioni ortodosse dell’Islam e che, a livello politico, si sia rivelato un valido collaboratore del presidente egiziano  Mubarak.

Sempre secondo Panella, l’importanza del centro universitario del  Cairo rischia di essere sopravvalutata dagli occidentali. I veri centri di diffusione del pensiero islamico sarebbero le moschee di origine wahabita e la strada del cambiamento andrebbe cercata tra i pensatori islamici che vivono e lavorano in Europa e negli Stati Uniti.

Stefano Valigi