Gli smart drug, salvano i voti, danneggiano il cervello

Sembrano lontani i tempi in cui nel periodo prima di un esame o di un’interrogazione importante si consumava caffè per tenersi svegli e le mamme integravano la dieta col pesce ripetendo continuamente che aiuta la memoria…Oggi gli studenti usano ben altro e se la ridono a sentire i “vecchi metodi” di caffè e dieta…Peccato che…ride bene chi ride ultimo…

Loro usano gli “smart drug”, li acquistano on line, senza ricetta, e li consigliano in rete ai loro amici per ottenere migliori risultati a scuola. E si sentono dei super eroi…

Si tratta di un “aiutino chimico” per il potenziamento cognitivo e loro, gli studenti ultima generazione, conoscono bene i cocktail migliori, se li auto prescrivono e li acquistano illegalmente in rete.

Ma questi prodotti potrebbero essere altamente rischiosi per gli  aspiranti genietti e le conseguenze per l’assunzione potrebbero essere ben altro che bei voti…

In questi giorni in Gran Bretagna, Lord Darzi of Denham, l’ex ministro della Salute e cordinatore di uno studio in corso all’Imperial College di Londra ha richiamato l’attenzione sugli smart drug e sugli effetti che potrebbero avere per la salute dei giovanissimi.

Secondo gli esperti molti sono i ragazzi che non si fanno alcun problema nell’assumere tali prodotti per accrescere e potenziare le loro capacità intellettive. Ma il prezzo da pagare per raggiungere in questo modo i migliori risultati tra i banchi potrebbe essere un danno permanente e il rischio di dipendenza.

Tali sostanze, infatti, sono studiate per trattare malattie come l’Alzheimer o il Parkinson e, nel cervello ancora in fase di sviluppo del giovanissimo, notevoli sono i rischi causati.

Facciamo attenzione, dunque, ai nostri ragazzi e aiutiamoli a capire che per raggiungere i veri risultati soddisfacenti, in qualunque campo, è necessario l’impegno personale e la determinazione e che gli smart drug, cosiddetti salva-voti, di sicuro non salvano il cervello…

Caterina Cariello