Grande Fratello 10, Mauro Marin ammette: “Mi servivano quei soldi e li ho vinti”

Fresco vincitore incontrastato della decima edizione del “Grande Fratello” dagli ascolti record, Mauro Marin ha diviso l’ Italia in due frange, portando scompiglio nello stabile di Cinecittà con i suoi inquilini che lo hanno accusato a più riprese di essere subdolo, sempre ambiguo e un abile stratega, quando fuori ad attenderlo ci sono state stuole di accaniti fan che hanno da sempre stravisto per lui e per il suo carattere indubbiamente trascinante.

Il salumiere di Castelfranco Veneto sta subendo un vero e proprio assedio da parte dei media, non si fa altro che parlare e scrivere sul suo personaggio ed a “Il Giornale” confessa di essersi ispirato all’ attore Alvaro Vitali, caposaldo di quel magnifico filone di pellicole “B-Movie” che hanno segnato un’ epoca, a cavallo dagli anni ’70 e ’80:

“Se sembro un personaggio uscito da un fil di commedia all’ italiana? Infatti mi sono ispirato ad Alvaro Vitali. Ma anche alla “strategia della guerra” di Sun Tzu, un generale cinese. E poi ho pure letto Il nome della rosa di Umberto Eco” – risponde a tono Mauro, che svela particolari sulla sua vita passata, prima della notorietà:

“Ma va’, faccio anche 300 km al giorno per consegnare i salumi. A 18 anni ho provato a fare il modello, mi hanno chiesto di sborsare un milione di lire per fare il book, li ho mandati a quel paese, poi ho provato a fare l’ attore, mi hanno chiesto 300mila lire per il corso, figuriamoci”.

Poi spiega come ha dovuto in parte recitare la parte del finto ragazzo scanzonato, a tratti ingenuo e senza pretese, che celava al contrario un concorrente intelligente e consapevole a caccia del premio di 250 mila euro:

“Se gli altri costruiscono una strategia, io vado al contrattacco. Se tutti fanno i buoni, e io entro nella casa dopo una settimana chiuso in albergo, faccio il cattivo, il provocatore, il disturbatore. Se sto in un posto dove mi riprendono le telecamere, io giro in mutande. Per vincere. Io avevo bisogno di quei soldi, devo aiutare la mia famiglia a pagare il mutuo della nostra industria di salumi”.

Gionata Cerchiara