I magri riconoscono il sapore del grasso ed evitano i chili di troppo

Se avessimo tutti la capacità di fermarci davanti al cibo non appena il nostro organismo arriva al limite di assunzione grassi sufficiente a non farci aumentare di peso…saremmo tutti magri

Immaginate di stare davanti ad un buffet pieno di tante prelibatezze ipercaloriche (perché, diciamoci la verità…, le cose più buone sono sempre quelle più grasse…) e cominciate ad assaggiare, a mangiare, a prenderne ancora una razione…, e più mangiate più rimandate a domani il senso di colpa per i vostri chili di troppo…

Ma se invece intervenisse “qualcosa” nel vostro organismo a dire “basta” e a farvi smettere di mangiare…prima di far andare in su l’ago della bilancia…? Beh…sarebbe una fortuna, vero? Ed è la fortuna che hanno i magri! Infatti, le persone con una bassa massa corporea sembra che abbiano nella bocca un rilevatore anti-grasso grazie al quale riescono automaticamente a fermarsi davanti ai cibi più stuzzicanti e grassi…, fritti, insaccati, cioccolatini, dolci alle creme…

E’ ciò che hanno scoperto i ricercatori della Deakin University di Melbourne (Australia), diretti da Russell Keast.

In realtà tutti gli esseri umani possiedono un rilevatore di grassi posto sulla lingua in grado di riconoscere le sostanze pericolose dal sapore. Il sapore dei grassi può influenzare la risposta del sistema di controllo dell’appetito. Ma, in alcuni soggetti, tale rilevatore, proprio a causa dell’alimentazione odierna satura di molecole grasse, risulta meno sensibile e continuano a mangiare cibi ipercalorici e…aumentano i chili!

Keast ci spiega: “Amiamo mangiare i cibi ricchi di grassi. Ma noi ipotizziamo che questo meccanismo abbia a che fare con l’interruzione del pasto: in pratica il corpo è in grado di dirci quando è il caso di fermarsi. Ma se si è insensibili, l’avvertimento non arriva“.

La ricerca, pubblicata sul “’British Journal of Nutrition” hanno testato in 30 persone l’abilità di riconoscere una serie di acidi grassi in bibite al sapore di latte, scoprendo che tutti i partecipanti riuscivano ad individuare quando le bevande erano “arricchite”. Ma alcune sono risultate decisamente più abili delle altre. I ricercatori hanno dunque messo a punto un altro test per scoprire la sensibilità individuale al sapore del grasso e lo hanno effettuato su 50 persone. Da questo test la scoperta del legame tra l’abilità di rilevare i grassi e il peso corporeo.

Vi chiederete a cosa mai potrebbe servire una scoperta del genere se…i fortunati sono i magri…

Invece, i risultati di tale ricerca potrebbe aiutare a combattere l’obesità perché, partendo dalla scoperta si potrebbero creare alimenti low-fat, con un sapore speciale e allettante che potrebbe aiutare le persone obese ad accettare più facilmente i cibi indicati nella dieta.

Caterina Cariello