Il fratello del Papa schiaffeggiava gli studenti: le sue scuse

All’inizio, anch’io schiaffeggiavo in volto le personemase avessi saputo degli eccessi di forza, avrei detto qualcosa..chiedo perdono alle vittime“. Georg Ratzinger, fratello del Pontefice, ex-direttore del coro di Ratisbona, è intervenuto attraverso un’intervista al Passauer Neue Presse, sulla questione degli abusi sessuali e violenze fisiche, negando però fermamente di esserne al corrente.

La pratica di schiaffeggiare gli studenti, ha sostenuto Monsignor Ratzinger era messa in atto anche dal preside della scuola; di scuole, cattoliche, all’interno della diocesi di Regensburg ne esistono tre.

“Gli studenti, durante i viaggi per i concerti, mi dicevano cosa accadeva. Ma non mi era chiaro che avrei dovuto fare qualcosa. Non ero consapevole dell’estensione di questi metodi brutali

Dalla stessa diocesi sono stati diffusi due casi, risalenti uno al 1958 e l’altro a 13 anni dopo di due sacerdoti, condannati rispettivamente a due anni di carcere il primo e a 11 mesi il secondo, per aver abusato sessualmente di alcuni studenti.

In tutto questo andrebbe verificato se gli schiaffi punitivi, erano “schiaffetti” educativi o percosse dotate di una certa forza; nel primo caso non si potrebbe certo parlare di violenza fisica, benchè il metodo utilizzato rimanga perlomeno discutibile.

Allargando il discorso, Federico Lombardi, portavoce del Vaticano, ha espresso la posizione dell’istituzione religiosa sullo scandalo pedofilia, che ormai coinvolge, almeno teoricamente, rappresentanti della chiesa in ogni parte del mondo.

“Certamente gli errori compiuti nelle istituzioni e da responsabili ecclesiali sono particolarmente riprovevoli, data la responsabilità educativa e morale della Chiesa” ma  è necessario affrontare il tema attraverso una prospettiva complessiva e adeguata” – “concentrare le accuse solo sulla Chiesa porta a falsare la prospettiva” e quindi a far sembrare che solamente gli appartenenti all’ordine ecclesiastico si macchino di una così grave onta.

Si può essere fondamentalmente d’accordo con Padre Lombardi; sicuramente non solo sacerdoti o vescovi si sono resi, e ancora si rendono probabilmente, colpevoli di un crimine tanto efferato ai danni di bambini indifesi, ed è anche probabile che sulla totalità dei casi, i responsabili appartenenti alla chiesa risultino in numero fortemente minoritario. Ma è anche da dire che, l’abuso sessuale nei confronti di un minore o di un bambino,ancora peggio, risulta ben più odioso se perpetrato da chi questo bambino lo dovrebbe educare ai valori civili, ancor prima che religiosi.

A.S.