Isola dei Famosi 7: Simone Rugiati, in studio. La Ventura: “Verrai a cucinare a Quelli che il calcio!”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:51

E’ da poco iniziata la terza puntata del reality di RaiDue, L’Isola dei Famosi 7, e subito dopo la presentazione dei “Figli di…”, che la padrona di casa, Simona Ventura, ha ribattezzato per l’occasione con l’appellativo “Figli di papà”, in studio entra proprio l’ex chef del programma “La prova del cuoco”, Simone Rugiati, eliminato nel corso della passata puntata del mercoledì. In apertura, subito dopo il suo ritorno alla “normalità”, viene mandato in onda il consueto “video tribute” dedicato agli eliminati, con i momenti della sua permanenza sull’Isola, le sue impressioni nei vari confessionali, fino al momento dell’eliminazione, contro l’intellettuale Aldo Busi e Federico Mastrostefano.

La Ventura, sottolinea poi come il giovane spesso abbia avuto “parole di fuoco” verso i suoi ex compagni di avventura, in particolar modo rimarca il suo non essere stato del tutto clemente nei confronti di Denis Dallan e Federico Mastrostefano.

Lui pensa di avere comunque un ottimo rapporto con loro; le discussioni, in fondo, fanno parte di qualsiasi relazione, ma sottolinea, invece il disappunto nei confronti di Busi, il quale ha usato, a detta di Rugiati, male il suo alto livello culturale nei confronti dei vari ragazzi presenti nel reality.

Poi il ragazzo precisa: “Io volevo fare un’esperienza, non pensavo tanto alle nomination e alle amicizie!”.

Il discorso si incentra, poi, sulla vicenda che ha costato crampi e malessere generale ad alcuni naufraghi dopo aver mangiato dei fagioli. E qui, la Simona Nazionale ironizza sul lavoro “rovinato” di Rugiati, il quale a sua volta, giustificandosi, spiega che parlando con i medici, gli stessi avevano detto che quel tipo di virus incuba due giorni prima, per cui lui c’entrava poco con la giusta o sbagliata cottura del pasto.

Sempre ironizzando, allora, la Ventura lancia una sfida: “Verrai a cucinare a Quelli che il calcio!”. Una breve parentesi con l’eliminato, dunque, conclusasi, come si suol dire, “a tarallucci e vino”.

Emanuela Longo

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