Gli Stati Uniti invocano il perdono di Gheddafi

Il leader libico Muammar Gheddafi

Potere dell’oro nero? Chissà. Di certo è strano questo repentino dietrofront degli Stati Uniti, che in genere quando si tratta di chiedere scusa ci pensano bene due volte. Fatto sta che USA e Libia avevano avuto tensioni diplomatiche nelle ultime settimane dopo l’ennesima “sparata” del colonnello libico, il quale aveva invocato la “jihad” contro la “miscredente” e “apostata” nazione della Svizzera. Non solo: il dittatore libico aveva poi aggiunto che “Ogni musulmano, dovunque nel mondo, che tratta con la Svizzera è un infedele…contro Maometto, contro l’Islam, contro Dio e contro il Corano”. Insomma, le tipiche dichiarazioni che fanno accaponare la pelle agli americani, soprattutto dopo i fatti dell’11 settembre. Di fatto la condanna statunitense era arrivata repentina, ma repentine sono arrivate anche le scuse. Procediamo con ordine.

Le tensioni tra Libia e Svizzera sono legate soprattutto alle vicissitudini di Hannibal Gheddafi, uno dei figli del colonnello arrestato in Svizzera (per chi volesse approfondire questa questione, legga il nostro articolo su questo tema). Di qui il suddetto invito del dittatore alla “Jihad” e le condanne statunitensi. Pronto era arrivato il chiarimento dell’ambasciatore libico in Usa, il quale aveva chiarito che le parole di Gheddafi erano metaforiche e si riferivano ad un boicottaggio economico più che ad una vera e propria guerra santa.

Dopo un primo invito degli Stati Uniti al dialogo tra Libia e Svizzera, sono arrivati anche dei commenti ironici del capo del Dipartimento di Stato Americano, P.J. Crowley, che avrebbe commentato l’appello di Gheddafi alla “jihad” con una fragorosa risata, aggiungendo poi: “Ricordo ancora quel giorno dello scorso settembre destinato a diventare una delle sessioni più memorabili dell’Assemblea Generale dell’ONU – aveva replicato Crowley, riferendosi ad un discorso di Gheddafi in quella sede – Tante parole quel giorno, fogli lanciati un po’ dappertutto e non necessariamente molto buon senso”.

Le dichiarazioni non erano piaciute al Colonnello libico, il quale aveva convocato i dirigenti di Exxon Mobil, ConocoPhillips, Occidental, Hess r Marathon e di ammonirli su possibili danni al business americano in Libia. Non sia mai. Così, con la coda tra le gambe, sono arrivate le repentine scuse di Crowley, che avrebbe chiarito che “questi commenti non riflettono la politica Usa e non erano intesi a offendere. Mi scuso se sono stati intesi in questo modo”. Potere dell’oro nero?

Roberto Del Bove