Obama si schiera con la Grecia, approvate le misure contro la crisi

La Grecia, uno dei paesi maggiormente colpiti dalla crisi economica mondiale, ha oggi un alleato in più. George Papandreou, primo ministro ellenico, incassa l’appoggio di Barack Obama sulle misure da adottare per combattere la recessione finanziaria.

Il viaggio a Washington di Papandreou si conclude nel migliore dei modi considerando i recenti dissidi con l’Unione Europea riguardo alla cattiva condotta del governo di Atene nei confronti dell’emergenza occupazionale e fiscale. La Grecia infatti, vittima più di altri paesi di speculazioni esterne, si ritrova nelle ultime posizioni tra le nazioni del vecchio continente per quanto riguarda la ripresa economica. I conti nazionali in disordine, il deficit crescente, la presunta “anarchia” nei confronti delle regole di Maastricht e la sollecitazione a prendere provvedimenti più seri e immediati, sono solo alcune delle più recenti accuse rivolte dalla comunità economica europea alla Grecia e ai suoi rappresentanti politici.

La presa di posizione del presidente Obama: “Sia nei tempi buoni che in quelli cattivi, per la Grecia e i greci, gli Stati Uniti saranno sempre amico e partner” rafforza l’azione dell’amministrazione ellenica che precisa di non aver richiesto alcun aiuto monetario alla potenza americana ma solo assistenza e cooperazione tecnica in campo economico-finanziario. Una serie di incontri che hanno la finalità di recepire nuove risorse per il rilancio della nazione greca pronta a nuovi investimenti per alimentare la ripresa: “Stiamo facendo ciò che occorre, con determinazione e credibilità, per orientare la nostra economia verso un nuovo percorso, un percorso attuabile nel prossimo futuro” sottolinea lo stesso Papandreou.

In realtà, l’amministrazione americana, attraverso le parole del portavoce Gibbs, ridimensiona l’incontro greco-statunitense affermando che, nonostante l’impegno e l’aiuto promesso al governo di Atene, gli eventuali stanziamenti e sovvenzioni rimangono misure di competenza europea. Gli Stati Uniti avanzeranno le loro proposte economiche, anche in favore del vecchio continente, nel prossimo G20 presentando l’argomento come uno dei più pressanti e urgenti dell’agenda delle maggiori potenze mondiali.

Alessandro Frau