Papaya anti tumori

Sono note da tempo le virtù terapeutiche di questo frutto, originario delle zone tropicali del centro America.

Nonostante la sua somiglianza ad un melone, la papaya appartiene alla famiglia delle Caricaceae. Da secoli gli aborigeni australiani e la popolazione vietnamita, ne conoscevano le proprietà, per questo il frutto, ricco di sostanze nutritive, non mancava mai nella loro dieta.

Oggi sappiamo scientificamente, quello che gli aborigeni e i vietnamiti avevano intuito, la papaya infatti contiene un enzima di nome papaina, utile per migliorare la digestione, è ricchissima di vitamina C, più dei kiwi e delle carote, di antiossidanti e di sali minerali.

Si ritiene infatti, che la papaya abbia un’azione “ringiovanente” dell’organismo, perché non solo depura il canale alimentare, ma anche le altre cellule. da alcuni studi effettuati recentemente sembra che il frutto riduca l’incidenza di alcune malattie degenerative.

Un gruppo di ricercatori dell’Università della Florida, hanno pubblicato sul Journal of Ethnopharmacology, il loro studio in base al quale, la papaya sarebbe efficace nella protezione contro il tumore.

Per ora la ricerca si è svolta solo in vitro, verificando gli effetti di un estratto di foglie del frutto su cellule colpite da diversi tumori: cervice, seno, polmoni, fegato e pancreas, ottenendo risultati soddisfacenti.

La sostanza ricavata dalla papaya sembra rivelarsi tossica, per le cellule tumorali ed innocua per quelle sane. Dopo sole 24 ore infatti, cominciavano a rallentare il loro sviluppo.

Il motivo sarebbe la capacità del frutto di stimolare la produzione di citochine th-1 (molecole che rafforzano il sistema immunitario).

Per la prima volta questo gruppo di ricercatori ha confermato l’utilità della papaya, non solo contro l’invecchiamento e l’affaticamento ma, ben più importante, come possibile terapia anti tumore.

“Secondo quanto ho visto nell’attività clinica – ha spiegato il primo autore della ricerca Nam Dang, originario del Vietnam – l’estratto di papaya non è tossico, e ha degli effetti benefici”.

giulia di trinca