Rottura tra i Pink Floyd e la Emi

I Pink Floyd fanno causa alla Emi, la casa discografica con cui la storica band britannica firma contratti da oltre 40 anni. Alla base della disputa c’è il calcolo dei diritti d’autore delle vendite on line. Il gruppo ricorre alle vie legali per dirimere due questioni: i termini del contratto che li lega alla Emi e il calcolo delle royalties, da un lato; il diritto della casa discografica di vendere singole tracce on line estrapolandole dagli album, dall’altro. Secondo il legale del gruppo, Robert Howe, una clausola del contratto vieta alla Emi di estrarre brani e venderli separatamente dall’album in cui sono contenuti. La casa discografica, invece, sostiene che la clausola si applica al prodotto fisico e non alla vendita on line.

Tutti i dischi dei Pink Floyd, a partire dal singolo di debutto, “Arnold Layne” (11 marzo del 1967), sono stati prodotti dalla Emi. Considerando che album come “The dark side of the moon” e “The wall” risultano tra i più venduti nella storia della musica, in gioco ci sono parecchi milioni di sterline. Tuttavia l’ammontare preciso degli ammanchi contestati dagli ex membri del gruppo e dai loro eredi non è ancora noto.


Maria Elena Tanca