Terrorismo: smentite le voci sulla liberazione della moglie di Sergio Cicala

In  giornata erano trapelate alcune voci, per altro decisamente fondate considerando le fonti, che avevano dato notizia del rilascio di Philomene Cicala, moglie di Sergio. La coppia era stata rapita dai terroristi appartenenti all’organizzazione Al Quaida durante un viaggio nel deserto della Mauritania il 17 Dicembre scorso.  Sergio Cicala è conosciuto agli italiani più avventurosi, soprattutto quelli che amano i viaggi in Africa, questa passione l’ha però portato più volte a rischiare la vita. qui un suo breve ma preciso profilo.

L’organizzazione terroristica aveva recentemente diffuso un video in cui si vedeva lo stesso Cicala appellarsi al Governo italiano ed al suo leader Silvio Berlusconi. Il video in questione conteneva una sorta di ultimatum, riferito tramite le parole dell’ostaggio:

“Mi chiamo Cicala Sergio, sono nato a Carini l’8/12/1944 , dal 18 dicembre sono prigioniero dei combattenti di al-Qaeda ed ho un appello da fare al governo italiano, al Presidente della Repubblica, e al governo Berlusconi. La mia libertà e quella di mia moglie dipendono dalle concessioni che il governo è disposto a fare”.

Questa p solo una parte, forse la più drammatica,delle parole contenute nell’appello. Oggi però alcune novità ci sono state. Un negoziatore in contatto con Al Quaida aveva dato la notizia della liberazione di due donne; una di queste avrebbe dovuto essere appunto Philomene Cicala, che sarebbe dovuta arrivare in Burkina Faso, suo paese d’origine ( il suo vero cognome è infatti Kabouree) assieme ad un’altra prigioniera, Alicia Gamez, spagnola, che è effettivamente stata rilasciata e sta bene, notizia confermata ufficialmente dal Governo di Madrid.

Philomene non è però mai giunta in Burkina Faso; alcune voci dicono che abbia rifiutato la liberazione per stare vicino al marito, ma non è dato sapere se sia questo il motivo per cui  non sia mai arrivata In Burkina Faso oppure, più semplicemente, la notizia diramata nelle ore precedenti fosse falsa. In ogni caso una fonte diretta dello stesso stato africano ha nelle ultime ore confermato ciò che purtoppo s’iniziava a sospettare in modo fondato: “Philomene Cicala è ancora nelle mani dei sequestratori“.

A.S.