Toyota, l’accelleratore difettoso costerà 5 miliardi di dollari

toyota-prius

I problemi all’accelleratore, su ben otto modelli della Casa automobilistica nipponica, continuano a non trovare soluzioni definitive e il ‘Maxi- richiamo’ rischia di costare a Toyota quasi 5 miliardi di dollari.

Secondo il ‘Wall Street Journal’ l’ultima grande operazione di richiamo riguarderebbe il modello Prius. Toyota, dal canto suo, non la avrebbe ancora ufficializzata,  proprio per mancanza di soluzioni soddisfacenti al problema. Sempre il giornale statunitense riferisce di un episodio, avvenuto nei giorni scorsi in California, che ha visto la polizia intervenire in soccorso di un’automobilista che, perdendo il controllo della sua Prius, aveva superato i 140 km orari. “L’accelleratore impazzito” ha costretto le autorità statunitensi ad aprire un’indagine.

Indubbiamente il momento, per la Casa giapponese, è a dir poco delicato e sta diventando fondamentale arrestare la perdita di quote di mercato in atto in questo momento. Prima di tutto, il marchio Toyota è atteso da un’importante sfida: riconquistare il Nord-America, suo maggior mercato.  Per farlo, i vertici della Casa nipponica hanno optato per una campagna di sconti molto aggressiva.

Il costo complessivo  dell’operazione ‘maxi-richiamo’ sembrerebbe aggirarsi intorno a 5 miliardi di dollari. Si calcola che questa cifra sia comprensiva delle campagne di incentivi, delle spese legali e delle strategie di marketing utilizzate per il rilancio del marchio. Un altro capitolo sarebbe, però, quello dedicato ai risarcimenti. Secondo Tim Howard, docente all’Università di Boston, che coordina alcune cause contro la Casa giapponese, per ogni singola autovettura difettata dovrebbe essere corrisposto un risarcimento di circa 600 dollari. Moltiplicandole per il  totale delle vetture interessate, dal problema dell’accelleratore impazzito, viene fuori una cifra pari a 3,36 miliardi di dollari equivalenti a 2,6 miliardi di euro. L’entità di questa ulteriore spesa è approssimativa in quanto le cause sembrano aumentare di giorno in giorno.

Per quanto riguarda la situazione europea, è in atto una campagna di informazione volta a rassicurare i clienti. Toyota Italia sembra essere fiduciosa verso il mantenimento della sua quota di mercato nonostante il ‘maxi-richiamo’. Situazione differente invece per il continente asiatico. Lo scorso anno  le vendite Toyota in Cina avevano registrato un’impennata pari al +21% e il presidente Toyota, Akio Toyoda, per non compromettere questa situazione, è volato in Cina per parlare direttamente al congresso e tranquillizzare la platea. Nonostante il numero delle auto ritirate in Cina sia di “sole” 75 mila unità (tutte modello Rav 4), Toyoda, durante la conferenza stampa a Pechino, ha voluto scusarsi con il popolo cinese per i disagi creati dalle sue autovetture.

Stefano Valigi