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Vecchi film in televisione: “Incontri ravvicinati del terzo tipo”

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Appuntamento da non perdere stasera alle 21:00 su SkyCinema Mania! Il satellite ci propone un fenomeno di cultura senza concorrenti: il bellissimo “Incontri ravvicinati del terzo tipo“. Il film, diretto dal genio di Stephen Spielberg, è uscito nelle sale cinematografiche di tutto il mondo nel lontano ’77. E coincise con il trentesimo anniversario delle vicende di Roswell, Area 51.

Gli esseri umani immaginano due tipi di contatto con gli extraterrestri: il primo è l’avvistamento, il secondo è il ritrovamento di oggetti non appartenenti al nostro mondo. Ma c’è un terzo tipo di contatto possibile: l’incontro fisico ravvicinato… Mentre un bambino sembra scomparso nel nulla, la madre preoccupata e uno scienziato francese attendono un incontro…

Bipartizione e fantascienza, effetti speciali e grandiosa fotografia per un film che, all’epoca, si dimostrò precursore dei tempi. Allo stesso tempo fantasioso e terrificante, concreto e onirico, il lungometraggio fece discutere e attrasse inesorabilmente. La costruzione drammatica, affidata alla suspence, è tipica del cinema spielberghiano. Ma c’è qualcosa di più: un profondo discorso psicologico sulla pace e sull’amicizia con una razza extraterrestre e, inevitabilmente con altri popoli a noi molto più vicini.

Ma inutile soffermarsi con vuote parole su quella che è un’opera d’arte da fruire direttamente dallo schermo osservandola in ogni, innovativa e  -in qualche modo buonista- componente. Di sicuro Spielberg ha fatto centro scrivendo una piccola ma significativa pagina della nostra cultura: da Dylan Dog al telefilm “Roswell”, fino al recentissimo Olatunde Osunsanmi de “Il quarto tipo”, tutti gli amanti del paranormale hanno reso omaggio al capolavoro del ’77. La cultura pop è in qualche modo debitrice dello tsunami alieno che ha invaso la settima arte proiettata, da sempre, verso il futuro.

Quest’ultima informazione è inutile e ridondante, ma servirà per convincere anche i più scettici: la pellicola ha ricevuto due nomination agli Oscar del 1978 vincendo due statuette per la miglior fotografia e gli effetti sonori.

Valentina Carapella