Al vertice di Parma ci si preoccupa per i bambini

Tre giorni, ad iniziare da oggi, durerà il maxi vertice a Parma della V Conferenza ministeriale Ambiente e Salute e in questi tre giorni si stima che moriranno in Europa 345 bambini per un incidente. Ferruccio Fazio, ministro della Salute, ha aperto e presentato la conferenza con dati non proprio entusiasmanti…per non dire drammatici… In Italia, ha riferito il Ministro, ogni anno a livello generale, gli incidenti domestici causano almeno 4.500 decessi, 130 mila ricoveri ospedalieri e 1,3 milioni di accessi al pronto soccorso. E un bambino di meno di cinque anni rischia cinque volte di più di un adulto.

Il tema di quest’anno è incentrato sulla “protezione della salute dei bambini in un ambiente che cambia“. Per questo Fazio ha fatto il punto sulla situazione e ha riportato i seguenti dati: il 24% delle malattie e il 23% delle morti nel mondo sono attribuibili a fattori ambientali e oltre il 33% delle patologie nei bambini sotto i cinque anni è provocato da questi fattori. Tra le cause ambientali di morte e disabilità nei bambini vanno inseriti anche gli incidenti.

Ma accanto ai dati drammatici, il ministro della Salute ha voluto sottolineare  anche l’eccellenza, nel nostro Paese, della necessaria sinergia tra i ministeri della Salute e dell’Ambiente. Tale sinergia, ampliamente recepita dal nostro Piano sanitario nazionale 2006-2008, ha permesso di dare ampio spazio alla prevenzione.

«Nel caso dei fattori ambientali è molto importante la prevenzione primaria, che noi abbiamo focalizzato sugli inquinanti chimici e su tutte le altre sostanze potenzialmente nocive, a partire dalla protezione dei nostri bambini. Ma la prevenzione si declina anche in settori quali l’alimentazione, con sicurezza e qualità del cibo, la tutela delle acque, e l’incentivo all’attività fisica, considerata vero e proprio farmaco».

Purtroppo, ha riferito ancora Fazio, sebbene siano stati compiuti importanti progressi a vent’anni dalla conferenza di Francoforte, esistono ancora “questioni aperte” come l’inquinamento indoor, l’obesità, il fumo passvo.

«Parliamo di effetti importanti sulla salute e per questo nel piano nazionale di prevenzione, quella primaria riguarda l’ambiente, dalla sicurezza alimentare all’acqua».

Caterina Cariello