Amnesty boccia il piano nomadi “discriminatorio” di Alemanno

Bocciato da Amnesty international il piano nomadi del sindaco di Roma Alemanno. L’organizzazione non governativa, che si occupa della difesa dei diritti umani, considera il piano del sindaco come una risposta sbagliata alla situazione dei rom della capitale. Amnesty raccomanda di interrompere urgentemente gli sgomberi forzati, facendo in modo che nessuno si trovi senza alloggio. Ignacio Jotvis e John Dalhuisen, insieme a Christine Weise della sezione italiana, a denunciare il piano nomadi come “discriminatorio”. La situazione attuale è il risultato di anni di mancata attenzione, politiche inadeguate e discriminazione da parte di successive amministrazioni. Invece di offrire ai rom l’accesso a un alloggio adeguato – spiegano – le autorità li stanno allontanando trasferendoli in campi lontani. Questo aumenta ulteriormente gli ostacoli e la discriminazione cui i rom vanno incontro nella ricerca di un lavoro regolare che consentirebbe loro di accedere al mercato immobiliare privato”. I rom che vivono nei campi sono effettivamente esclusi dall’accesso alle graduatorie per le case popolari, poichè il sistema attuale richiede l’esistenza di uno sfratto da locazione privata.

Il piano di Alemanno è chiamato “piano nomadi” ma in realtà la maggior parte dei rom che saranno interessati non è affatto nomade. Jovtis ha precisato “chi ha ideato il piano sta perpetuando gli stessi problemi che sostiene di affrontare”.  Le stime indipendenti collocano il numero dei rom tra i 12.000 e i 15.000 presenti sul territorio di Roma e dintorni, 3000 sono sinti italiani, radicati da generazioni nel paese. Molti di essi, arrivati negli anni sessanta, hanno permesso di soggiorno e i loro figli hanno la cittadinanza italiana. Amnesty reclama il diritto di proibire gli sgomberi forzati: «Nell’ambito della nostra campagna “Io pretendo dignità” noi chiediamo ai responsabili di prendere tutte le misure necessarie, compresa l’adozione di leggi e procedure in linea col diritto internazionale dei diritti umani, per proibire e prevenire gli sgomberi forzati. Di fronte all’attuale piano noi siamo preoccupati viceversa che esso sia preso come modello da altre regioni e da altre amministrazioni. E’ un modello sbagliato, chiediamo che venga corretto al più presto”.

La risposta del Pdl è nelle parle del presidente della commissione sicurezza del Campidoglio, Fabrizio Santori: “Ancora una volta assistiamo al solito demagogico ritornello sulla questione nomadi. Per 15 anni chi ci ha preceduto ha annunciato provvedimenti in merito, ma è riuscito a creare solo una vera e propria invasione di senza fissa dimora che hanno generato nel territorio capitolino campi abusivi paragonabili per condizioni igenico-sanitarie a delle vere e proprie favelas. Tutto ciò ha innalzato il livello di esasperazione dei cittadini romani che anche su questo tema hanno sonoramente bocciato le politiche di inclusione e di sicurezza delle amministrazioni di centrosinistra. Siamo pronti a recepire indicazioni e suggerimenti, ma il piano nomadi non si tocca».

Stefano Bernardi