Berlusconi: nessuna tangentopoli, soldi nostri

 “La magistratura di sinistra e politicizzata che usa la giustizia per fini di lotta politica ha parlato di una pretesa tangentopoli che non c’è” ; Così Silvio Berlusconi ad una manifestazione elettorale pro-Polverini, tornando, cosa che ormai fa quotidianamente da qualche mese, sull’argomento magistrati, i suoi eterni nemici ( alcuni).

Non abbiamo bisogno di finanziamenti per il nostro partito, abbiamo il finanziamento pubblico e quando non basta ci pensiamo di tasca nostra” , ha poi proseguito il Cavaliere e nessun dubbio che le sue finanze personali gli permetterebbero di finanziarsi tranquillamente ogni campagna elettorale possibile, ma non così è per i restanti esponenti del PdL, che hanno ovviamente disponibilità economichemolto minori.

Berlusconi però voleva arrivare ad un punto diverso con le sue dichiarazioni sulle tangenti,vale a dire quello dei problemi legati alla campagna elettorale e delle liste escluse dai vari gradi di giudizio, “un po’ ” nel Lazio, un altro po’ in Lombardia.

“Prima hanno inventato una tangentopoli che non c’e’, ora si sono inventati questa situazione di rigetto delle nostre liste”. La tangentopoli che non c’è è quella di alcuni esponenti PdL ( ma non solo..) beccati a incassare tangenti, uno su tutti il consigliere milanese Milko Pennisi, arrestato con 5000 euro in mano grazie ( a causa di) una trappola tesagli da un imprenditore-vittima delle sue richieste.

Da quel momento si è iniziato a parlare di una nuova tangentopoli, adeguatasi anch’essa alla crisi economica mondiale, con quindi molti meno soldi “in giro”.

La magistratura di sinistra sta dettando i tempi di questa campagna elettorale”, è fondamentalmente questo ciò a cui voleva arrivare il Presidente del Consiglio, partendo dagli episodi riguardanti le tangenti. Il putiferio, tutto italiano, scoppiato per la questione delle liste escluse, tradotto dal e nel linguaggio di Berlusconi è visto come una specie di agguato di “forze del male” ,contrapposte al suo “esercito del bene“, tradito da quelli che pensava essere avversari, agguerriti, duri, difficili, ma onesti.

Anche da alcune altre dichiarazioni del Premier si può evincere  che la sua visione sia più o meno questa, anche se le frasi qualche riga sopra, all’interno del pezzo, la estremizzano leggermente. Certo poi, c’è da tener presente che, in un modo o nell’altro si è all’interno di una campagna elettorale, pur assolutamente anomala, e  in una campagna elettorale si dice solitamente di tutto e di più.

Sarebbe comunque ragionevole pensare che, se anche il Presidente del Consiglio avesse ragione piena ( cosa ovviamente tutta da dimostrare) , per quanto riguarda la questione delle liste escluse, la falla nell’organizzazione del PdL è incredibilmente evidente. Se anche, altra cosa che si è detta tutta da dimostrare, fosse vero che i “radicali liberi”, tramite una sorta di rissa improvvisata , abbiano impedito agli uomini della Polverini di entrare e/o di depositare i documenti necessari, una struttura come quella del partito di maggioranza avrebbe dovuto comunque prevedere delle “riserve”, pronte ad intervenire in caso di difficoltà dei “titolari”.  Questo al solo scopo di poter garantire agli elettori di poter votare in tranquillità, cosa che invece, il 28 e 29 Marzo, non sarà sicuramente possibile, anche dovessero essere riammesse tutte le liste attualmente oggetto di discussione

A.S.