Bmw ottimista nonostante il calo degli utili

Nonostante i dati indichino un calo degli utili nel 2009, i vertici della Bmw si dichiarano cautamente ottimisti per il futuro. La diminuzione registrata, infatti, pari al 36,4%, sarebbe un dato eccellente  se confrontato con il tipo di previsioni che erano state effettuate per l’anno 2009.

Dai 330 milioni del 2008 si è passati  ad un utile netto pari a 210 milioni di euro. Le stime degli analisti, però, non superavano i 167 milioni. L’ottimismo trova sostegno anche dal dividendo a 30 centesimi per azione, che la Bmw pagherà,  e che è rimasto invariato rispetto allo scorso anno.

I vertici aziendali considerano buoni i risultati ottenuti nel 2009, soprattutto alla luce della crisi economica mondiale. Diminuzione della domanda dei veicoli di lusso e ampia contrazione del mercato statunitense, sarebbero le maggiori cause del calo registrato da Bmw nello scorso anno.

Per quanto riguarda i ricavi, la casa automobilistica bavarese ha subito una flessione scendendo a 50,68 miliardi di euro. In termini di produzione si è registrata una diminuzione complessiva del 13%. All’interno del gruppo Bmw, il minor calo di produzione ha riguardato il marchio Mini (-9%) mentre quello maggiore la Rolls Royce (-35%).

La crisi ha toccato anche il segmento moto (considerato di fascia alta) di Bmw. Nel 2009 risultano vendute 1, 25 milioni di unità , il 21% in meno rispetto al 2008.  Gli obiettivi aziendali sono quelli di raggiungere, per il 2010, quota 1,3 milioni. L’amministratore delegato della casa bavarese, Norbert Reithofer, crede che paesi come Cina e Brasile possano garantire questo aumento della  quota di mercato.

La Borsa di Francoforte ha accolto in maniera positiva i dati riguardanti il bilancio 2009 della Bmw. Il titolo ha così registrato un +1.18% in compagnia di Wolkswagen (+5,14%). L’ utile netto di 210 milioni, da parte di Bmw, può essere effettivamente considerato un buon risultato se contestualizzato all’interno di una crisi che la rivale Daimler ha pagato a duro prezzo con una perdita di 2,6 miliardi.

Stefano Valigi