Con l’emotional trainer alleni la mente in palestra

Si chiama “emotional trainer” ed è la nuova figura di allenatore che potremo trovare nelle palestre per allenare la nostra mente! Mens sana in corpore sano, dunque! Il benessere fisico non è l’unico obiettivo del circuito di palestre italiane Getfit, accanto ad esso c’è anche l’obiettivo del benessere psichico… E’ stato presentato ieri a Milano, dal club di via Ravizza, il progetto che partirà il 16 marzo con il primo emotional trainer, Tancredi Militano che sarà l’anima del nuovo servizio che i responsabili di Getfit presto espanderanno anche nelle altre strutture del circuito.

Si tratta di una nuova figura professionale “un professionista multidisciplinare con una preparazione che unisce biologia, psicosomatica e medicina alternativa. La sua esperienza va dal massaggio alla digitopressione, dalla kinesiologia alla bioenergetica, dall’omeopatia al rilassamento profondo, passando per una vasta gamma di metodologie e tecniche globalmente identificabili come ‘strumenti per il benessere della persona’”, è quel che spiegano i promotori dell’iniziativa. L’emotional trainer lavora in palestra per allenare la mente e permettere di cacciar fuori delle potenzialità inespresse. Si propone di dare una mano a chi vive la sua vita “come se fosse una Ferrari con il freno a mano innescato”. Se il personal trainer aiuta a sciogliere i grassi depositati sui muscoli, l’emotional trainer aiuta a districare i meccanismi complessi che tengono frenate potenzialità ed energie. Persone che temono di esporsi al pubblico, che hanno paura di salire su un aereo o su una metropolitana affollata, persone con problemi comportamentali, cattive abitudini alimentari, disturbi psicosomatici…insomma, persone bloccate da un qualsiasi “freno a mano”, rivolgendosi all’emotional trainer possono scoprire che anche loro sono capaci di…volare come una Ferrari…L’emotional trainer allena le emozioni e «si mette in contatto con l’inconscio delle persone, va al cuore del blocco o del problema e tenta di risolverlo alla radice». Infatti, il suo lavoro è quello di ricercare le cause inconsce che sono alla base di tutte le patologie non genetiche e “sulla decompressione di queste cause per eliminarne l’impatto negativo in modo stabile e definitivo”. Bastano addirittura poche sedute per “abbattere i muri mentali”…attraverso l’inconscio.

Un’iniziativa che sicuramente avrà una immediata divulgazione ma la specializzazione per tale professione richiede abilità e predisposizione!

Caterina Cariello