Farmaci Equivalenti vs Farmaci di Marca

Si sente parlare spesso di farmaci equivalenti ai farmaci di marca, ma è difficile che qualcuno si soffermi a spiegare veramente cosa siano e perchè possono essere un vantaggio per i cittadini.
Cosa sono i farmaci equivalenti?
Partiamo dal principio, i brevetti, ossia come un medicinale diviene di “marca”, o specialità medicinale.
Il brevetto è genericamente un atto giuridico con il quale viene garantito il monopolio temporaneo di sfruttamento di un’invenzione, in modo da evitarne la produzione e la commercializzazione senza autorizzazione. Per invenzione s’intende “una soluzione ad un problema tecnico”.
Quindi, le aziende farmaceutiche per rientrare dei costi di ricerca e lancio del prodotto , brevettano i medicinali, proteggendosi così dalla concorrenza per diversi anni, qui in Italia 20. Al termine di questa protezione brevettuale, il farmaco può essere prodotto e venduto da altre aziende ad un prezzo minorato.
Per fare un esempio:
La famosissima Tachipirina Angelini, compresse ha un costo di 5,04 euro, mentre il suo farmaco equivalente, il Paracetamolo Medical, compresse ha un costo di 1,93 euro.

Il termine equivalente dovrebbe evidenziare l’identicità del prodotto non di marca rispetto al proprio progenitore.
Una definizione per farmaci equivalenti, o generici, può essere: medicinali a base di uno o più principi attivi, non protetti da brevetto o da certificato di protezione complementare; sono quindi farmaci ampiamente testati, il cui brevetto è scaduto, ma assolutamente identici al prodotto di marca. Vengono identificati dalla Denominazione Comune Internazionale, ovvero un’abbreviazione del nome chimico riconosciuta in tutte le nazioni.
Esattamente come la specialità medicinale, il farmaco generico può essere sia da banco, acquistabile quindi senza bisogno di ricetta medica, sia prescrivibile, acquistabile solamente con ricetta medica.

Il vantaggio nell’utilizzo del Generico, si trova proprio nel suo basso costo rispetto alla corrispondente specialità. Un aspetto questo che non solo ricade sulle tasche del cittadino, ma sulla sanità stessa. In Paesi come il nostro, in cui è il servizio sanitario pubblico ad erogare l’assistenza farmaceutica, il risparmio che consegue dall’uso dei generici, permette di liberare fondi per l’acquisto di farmaci innovativi, il cui costo è solitamente molto elevato.

Federica Di Matteo