Influenza suina, flop della Sanità: I vaccini tornano indietro

L’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) non ha ancora dichiarato dichiarato la fine della “fase 6” ( Periodo pandemico. Il virus si trasmette in tutta la popolazione. La pandemia è nel pieno del suo corso) della pandemia da Influenza A/H1N1, che in Italia è cominciato il viaggio a ritroso dei vaccini.

Centinaia di fiale inutilizzate stanno tornando a Roma e da qui verranno esportati nei paesi in cui la minaccia è ancora al pieno delle forze. Soltanto poche migliaia di dosi saranno conservate dal ministero e dalle Regioni per un eventuale improvviso nuovo allarme da virus mutato.

Un vero e proprio allarme ingiustificato, un flop della sanità. 10000 milioni i vaccini acquistati dall’Italia, 900mila appena le persone vaccinate. Su 4 milioni e mezzo di italiani contagiati, solo lo 0,005% non è sopravvissuto alla temibile influenza. Un vero polverone che ha lasciato l’Italia preoccupata e incerta per diversi mesi.

Ora che l’allarme è rientrato sono innumerevoli le Asl che stanno comunicando la disponibilità a restituire più della metà dei vaccini acquistati. . In Piemonte, le 700 mila fiale avanzate vengono in questi giorni stoccate in una cella frigo del servizio farmaceutico dell’Asl To3 a Roletto «Saranno mantenute qui a una temperatura tra i 4 e gli 8 gradi finché il ministero invierà la Croce Rossa a ritirarle – spiega la dottoressa Antonella Barale, responsabile delle attività vaccinali della Regione -: in Piemonte resteranno 15 mila dosi»

L’ultima distribuzione di vaccini a Regioni e Province Autonome risale al 22 dicembre scorso. Dal 19 gennaio l’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) ha addirittura ridotto le attività connesse alla sorveglianza della pandemia influenzale A

Parte ora un nuovo conto alla rovescia: i vaccini restituiti scadranno in Autunno.  La croce rossa arriverà presto, con i tir, a ritirare il materiale in eccesso e dovrà partire al più presto verso quei paesi che hanno richiesto aiuto per debellare l’epidemia.

Federica Di Matteo