“Rai per una notte” per la libertà di espressione

Dopo lo stop ai talk show per la par condicio, la Federazione nazionale della stampa (FNSI) ha annunciato l’appuntamento “Rai per una notte“, manifestazione a cui parteciperanno Michele Santoro e Giovanni Floris, in difesa della libertà di espressione. L’iniziativa si terrà al PalaDozza di Bologna: ”La Fnsi ha fatto una comunicazione molto chiara alla Rai per delineare il quadro di questa manifestazione. La nostra presenza sarà a titolo non solo gratuito ma volontario, con grande partecipazione sentimentale”, dice Santoro. “Per quanto potremo far assomigliare questa  iniziativa ad una trasmissione tv, non sembrerà mai una puntata di
Annozero” che fra l’altro continuerà ad andare in onda sul web. Da Altroconsumo e Cittadinanzattiva ricorso al Tar contro la sospensione: “La Rai non rispetta il contratto di servizio pubblico, valutiamo un azione legale anche contro il canone”. La Federazione della stampa apre ad altre iniziative fornendo la copertura sindacale per tutti i conduttori che vogliano rompere il silenzio.

Ad un passo dal voto per le regionali, e in piena polemica sul decreto salvaliste, verranno sospesi i talk show per un mese. La decisione era stata presa dal Consiglio di amministrazione della Rai sulla base del regolamento approvato dalla maggioranza in commissione di Vigilanza. Ai vertici Rai sono stati inviati nuovamente anche tutti gli esposti che organizzazioni dei giornalisti, forze politiche e associazioni hanno presentato per dire al Tar e all’Agcom che questo silenzio del servizio pubblico su temi centrali per la vita politica e civile del paese non è accettabile.

La questione che forse molti dimenticano è che il problema è anche legato agli impegni che il contratto nazionale di servizio impone alla televisione pubblica. La Rai infatti, oscurando se stessa verrà meno ai suoi obblighi di fronte all’abbonato, delegittimando il canone stesso, o meglio la “tassa di possesso dell’apparecchio televisivo”, sistema già discutibile e oggi, più che mai, indifendibile.

Stefano Bernardi