Riaprono i laboratori biomelecolari di Pomezia.

Sono tornati a funzionare i laboratori dell’Istituto di Ricerca in Biologia Molecolare (Irbm) di Pomezia.

Si tratta degli stessi laboratori che,qualche anno fa, hanno ottenuto uno dei piu’ innovativi farmaci contro l‘Aids e oggi ripartono, scongiurata la chiusura dopo che l’imprenditore romano Piero Di Lorenzo ha acquistato l’Istituto dall’azienda farmaceutica Merck Sharp & Dome.

Il centro e’ un parco scientifico che si estende per 72.000 metri quadrati, con 22.000 metri quadrati di laboratori dotati delle attrezzature piu’ avanzate a livello internazionale, cos’ come di livello internazionale lo sono da sempre i suoi ricercatori.

“Sento molto la responsabilita’ di questa operazione – ha affermato Di Lorenzo,  finora attivo nei settori della produzione televisiva, comunicazione, consulenza e immobiliare – Investire in ricerca per lui è  una novità, quindi, “una decisione – ha spiegato – nata per caso, ma intrigante e gratificante”.

“E’ anche un’opportunita’ di crescita – ha aggiunto – Vvorrei trovare le soluzioni piu’ innovative per dare frutto a questo centro ed è per questo che stiamo mobilitando le istituzioni su un’opportunità: anzichè chiamarli al capezzale di un moribondo lanciamo una sfida e chiediamo aiuto su qualcosa che va a ricostruirsi’.

Vaccini, farmaci contro malattie cardiovascolari e virali continuano ad essere gli obiettivi della ricerca dell’Irbm.

L’istituto rinasce come start-up, con un piccolo gruppo di ricercatori: 35, come ha affermato  il direttore dell’Unita’ di Biologia dell’Irbm, Sergio Altamura, che ha visto nasce il centro di ricerca negli anni ’90.

“‘Ci sono affezionato e quando si parlava di chiusura ero davvero dispiaciuto che un centro di ricerca eccezionale andasse perduto” – ha detto Altamura.

Wanda Cherubini