Strage Madrid: falsa vittima vive per 6 anni ai danni dello Stato.

L’11 marzo 2004 è una data nefasta nei ricordi degli spagnoli e non solo. Esattamente sei anni fa un attentato terroristico, rivendicato da Al Qaeda, devastò alcuni treni della capitale iberica uccidendo 192 persone innocenti. Commemorazioni si svolte per tutta la mattinata. Ritrovi e incontri per non dimenticare i morti. Il parlamento presieduto da Zapatero ha reso omaggio ai caduti mentre Re Juan Carlos ha ricevuto in visita i parenti. Ma ogni tragedia è accompagnata da che da biechi individui che tentano di giovarsi delle disgrazie altrui.

Lorena Candelario è oggi conosciuta in Spagna come “la regina delle truffe”. Un appellativo consono se si considerano i benefici che ha ottenuto dallo Stato iberico senza alcuna credenziale valida e giustificata. Il giorno della strage la Candelario si stava recando al posto di lavoro,  una società di assistenza per malati a domicilio a Barajas, senza l’ausilio di nessun mezzo ferroviario. Sentita la terribile notizia iniziò ad architettare la sua menzogna, affermando di essere scampata alla sciagura per miracolo e di avere un terribile dolore ad una gamba. Il giorno seguente si presentò all’ospedale di Madrid adibito alle cure dei feriti dell’attentato. Riuscì ad ottenere un certificato che testimoniasse il suo “stress post-traumatico” dovuto esclusivamente all’incidente.

Quel foglio divenne il suo eldorado facendole ottenere rispettivamente: un primo risarcimento di mille euro dal ministero dell’Interno, dopo quattro mesi dalla tragedia. Al quale seguirono altri 3.040 euro e, dall’associazione delle compagnie assicurative, altri 4.200 euro. Nell’inverno del 2004 percepì’ altri 3.000 euro e per un anno e mezzo una pensione temporanea. Dal 2006 intascò per nove mesi un sussidio di 900 euro al mese dall’Associazione “Aiuto alle vittime”. Tutto senza smettere di lavorare un solo giorno, percependo in tal modo anche il suo stipendio regolare.

Nonostante fosse già sotto indagine ottenne nel 2008 l’assegnazione di un alloggio pubblico al canone di 200 euro al mese dove vive attualmente affittando il suo appartamento ad una famiglia per ben 1.150 euro mensili. Un’operazione senza pudore e rispetto verso coloro che sei anni fa hanno davvero visto la loro vita frantumarsi in mille piccoli pezzi.

Alessandro Frau