La piaga del traffico dall’Est: salvati 200 cuccioli

La piaga del traffico di animali, prevalentemente cani di razza, provenienti dai paese dell’est europeo diventa sempre più grande. I provvedimenti a livello politico e legislativo purtroppo sono scarsi, relativamente alla portata del fenomeno. La malavita organizzata sembra aver trovato una via che eguaglia o quasi i guadagni del traffico di droga e che però comporta rischi molto minori. E’ di poche settimane fa il sequestro di cuccioli detenuti da cittadini rumeni, destinati ai combattimenti illegali.

E’ probabile infatti che le organizzazioni criminali di varie nazioni collaborino tra loro in questo fruttuoso e orribile business.Oggi, un’operazione congiunta di Nirda e Nipaf e Forestale, ha permesso di salvare, letteralmente 200 cuccioli di cane appartenenti a varie razze, anche pregiate, rare, da chissà quale destino. Carlini, Chihuahua, Cavalier King Charles, Shar-Pei, Pincher, Bulldog, e altri, tutti esemplari che si vendono tra i 1000 e i 1500 euro l’uno.

Questi animali tra l’altro spesso non sono vaccinati, visto il menefreghismo di chi li gestisce e i certificati per il viaggio e l’arrivo in Italia sono fatti da veterinari che sono sul libro paga dei boss. La possibilità di contagiare con varie malattie gli animali “nostrani” e talvolta gli stessi esseri umani, non è poi così remota. Se i cani di casa nostra infatti sono  quasi sempre vaccinati, o dai proprietari o dai canili/rifugi, per quelli provenienti dall’est-Europa, la situazione è  diversa o perlomeno, può esserlo. Le stesse malattie esistenti sono (anche)altre, rispetto a quelle più diffuse in Italia, che però diventano irrilevanti a fronte della prevenzione che, per fortuna, ancora esiste. Ovvio che, recuperando i cuccioli importati illegalmente il problema viene risolto alla radice, ma non tutti purtroppo vengono recuperati. Certo è che, per essere sicuri di non comprare un animale proveniente dai paesi dell’est-europeo, basterebbe appunto non comprarlo, eliminando così la fonte di guadagno di questi criminali  alla radice e magari adottarne uno, sostanzialmente gratuitamente dai tanti canili italiani. E’ incredibile invece come l’essere umano riesca ad operare discriminazioni razziali anche su razze a cui non appartiene, cosa che quelle stesse razze, tra loro, non fanno.

Il “disinteresse”, pur magari involontario,  a livello politico-istituzionale sulla questione,ma anche quello, a dirla tutta, di molti cittadini rispetto al problema animali in generale,  non permette di bloccare questo fenomeno, o perlomeno di tenerlo sotto controllo. La maxi-operazione che ha smembrato l’organizzazione che ha messo in piedi il traffico di cucciolo è durata ben 3 mesi ed è stato necessario un lavoro assolutamente certosino, ma è impensabile che nel frattempo, qualcun altro, facendo le stesse cose, non possa averla fatta franca. La polizia non può certo arrivare dovunque.

In ogni caso sono 27 le persone arrestate, per ora; la destinazione dei cuccioli sequestrati e ora protetti dalle Forze dell’ordine era il Nord-Italia, prevalentemente. Negozi e allevamenti dislocati in Liguria Piemonte e Lombardia; I microchip registrati non erano nemmeno impiantati nell’animale e sarebbero stati sostituiti da quelli italiani una volta giunti a destinazione, anche qui, con l’aiuto di veterinari, o presunti tali, coinvolti nel traffico. Un giro che denota la furbizia e la conoscenza delle leggi di chi queste stesse leggi le trasgredisce volontariamente.

A monte di tutto questo, l’odissea di questi poveri cuccioli; chiusi spesso in un bagagliaio a decine, caldo o freddo non ha nessuna importanza.  Non conta neanche  quanti ne arrivano in realtà, il numero elevato permette di sopperire alle perdite. Vite trattate come pura merce di scambio,una pratica che di umano possiede ben poco, come probabilmente gli individui che costantemente che la mettono in atto. Una vergogna umana che troppo spesso ci si trova a raccontare, con la tristezza nel cuore e con la rabbia di essere consci di non poter fare più di tanto.

A.S.