LAV: ambiguità sulle uova di gallina prodotte in batteria

Sarebbero ambigue e potrebbero trarre in inganno il consumatore, le informazioni contenute su molte confezioni di uova di gallina allevate nelle gabbie di batteria. Questo è quanto emerge dall’ultima indagine effettuata dalla LAV, Lega antivivisezione, che ha preso in considerazione 17 confezioni di uova in vendita in numerosi supermercati di Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Bari.

“I consumatori di uova rischiano ogni giorno di essere ingannati da scritte fuorvianti, a volte poco leggibili perchè riportate con caratteri molto piccoli, addirittura seminascoste o da immagini bucoliche non corrispondenti alla realtà dell’allevamento intensivo nelle gabbie di batteria. Questa mancanza di trasparenza può costituire un freno all’applicazione della Direttiva Europea n. 74/1999 che introdurrà il divieto delle gabbie di batteria convenzionali a partire dal 2012 e quindi risulta essere senza dubbio un freno alla riconversione verso sistemi di allevamento non in gabbiaè quanto dichiara Roberto Bennati, vicepresidente della LAV.

Già nel 2008 l’associazione aveva presentato ricorso all’Autorità garante della concorrenza e del mercato. La conseguenza diretta fu un monito da parte del Garante stesso a gran parte delle aziende contestate per far si che modificassero le informazioni sull’etichetta rendendole conformi alla normativa ed in modo tale che riportassero con chiarezza  il sistema con cui venivano allevate le uova in vendita.  

“Purtroppo l’intimidiazione a quanto pare è servita a poco. Per questo presenteremo un nuovo ricorso all’Antitrusè quanto aggiunge sempre Roberto Bennati il quale, a proposito della situazione italiana degli allevamenti, spiega: “nel nostro paese l’allevamento in gabbia rappresenta ancora più dell’80% dei casi rispetto al 68% della media europea. Comunque gli allevamenti di galline all’aperto, a terra e bio sono aumentati notevolmente dal 2002 al 2008 rispetto ad una leggera flessione (21%) del sistema a batteria che purtroppo rimane ancora leader nella produzione di uova con circa 39,5 milioni di galline. La maggiorparte dei consumatori – sempre secondo la LAV – ha espresso la volontà e la disponibilità ad affrontare un aumento di prezzi fino a punte del 25% se servisse a garantire un miglior benessere alle galline“.

di Roberto D’Amico