Tensioni Usa-Cina sul tema dei “diritti umani”

Il Primo ministro cinese Wen Jiabao

Oramai gli Stati Uniti ci stanno abituando a continui tira e molla diplomatici con diversi paesi: su tutti l’Iran e la Cina. L’ultima accusa rivolta al regime di Pechino riguarda i diritti umani. Nel suo rapporto annuale sui diritti umani nel mondo, il Dipartimento di Stato Usa ha sottolineato come nell’ultimo anno si sia registrato un “peggioramento” della situazione in Iran e Cina.

Un’accusa pesante, che non ha mancato di suscitare l’irritata reazione del governo cinese, secondo il quale gli Stati Uniti usano il tema dei diritti umani come ” strumento politico per interferire negli affari interni di altri Paesi, diffamare le altre nazioni e perseguire i propri interessi strategici”. Come se ciò non bastasse, ad ulteriore risposta il governo cinese ha diffuso un rapporto sulla situazione dei diritti umani negli Stati Uniti. In tale rapporto Pechino accusa gli Stati Uniti di “limitare pesantemente i diritti civili e politici” dei cittadini e di “porre restrizioni alla libertà di stampa”.

Questo non è l’unico episodio di tensione tra i due paesi: negli ultimi mesi si sono succedute a ritmo serrato le polemiche sull’incontro di Obama con il Dalai Lama, e prima ancora quelle sullo scontro tra i due paesi all’interno del vertice di Copenaghen. In quella occasione Obama – vero e proprio “patròn” del summit – avrebbe preso male il rifiuto cinese di aderire al piano generale di riduzione delle emissioni di Co2. Dal canto suo, però, la Cina era rimasta delusa dal trattamento ricevuto: Pechino aveva proposto infatti un piano unilaterale di riduzione delle emissioni del 40% entro il 2020, rinunciando inoltre ai sovvenzionamenti previsti per i paesi in via di sviluppo; questo però, a patto di essere esente dai controlli internazionali sul livello di inquinamento. La proposta, com’è prevedibile, fu totalmente ignorata.

In teoria le divergenze dovevano essere appianate in occasione di un incontro bilaterale tenutosi a Pechino poche settimane fa tra il vice-segretario di stato americano James Steinberg e il premier cinese Wen Jiabao. L’incontro, evidentemente, non ha sortito gli effetti sperati.

Roberto Del Bove