Berlusconi boccia la piazza di Roma: manifestazione grottesca

“Io rispetto le manifestazioni di piazza, espressione incontestabile di democrazia, ma questa di oggi è davvero un aggregato stravagante e contraddittorio: con il solito Di Pietro ormai leader incontrastato che ha ammanettato insieme l’estrema sinistra, il Pd di Bersani, il Popolo Viola e i nuovi giustizialisti della Bonino”. Non usa mezzi termini il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per esprimere il proprio disappunto sulla manifestazione in partenza a piazza del Popolo a Roma.

Intervenendo al Tg4 di Emilio Fede, il premier boccia l’iniziativa, gettando discredito sul senso della contestazione. “È grottesco – ha aggiunto – che oggi si manifesti per la perdita di libertà quando è a noi che si cerca di togliere libertà di voto e financo la libertà di parlare al telefono. A 15 giorni dal voto, certa magistratura sta intervendo gettando fango su di noi e dettando i tempi e i temi della campagna elettorale. Questo – ha scandito il presidente del Consiglio –  in una democrazia è inaccettabile”.

E riprende dalla necessità di riammettere la lista del Pdl momentaneamente bandita nel Lazio. “Stiamo comunque in attesa – ha spiegato il premier al Tg4 – del responso del Consiglio di Stato per quanto riguarda la lista del Pdl alla provincia di Roma. I nostri delegati non hanno avuto nessuna colpa che possa essere loro attribuita. Invece, i magistrati degli uffici circoscrizionali hanno violato la legge elettorale e si sono comportati in modo ostile e punitivo nei confronti dei nostri delegati, impedendo loro – ha sottolineato Berlusconi – di presentare le liste”.

Trachant infine  il commento sull’indagine avviata dalla Procura di Trani: “Io mi occupo di cose serie – ha tuonato Berlusconi – non di cose ridicole e, addirittura, grottesche come questa inchiesta. Per quanto concerne la Rai, posso solo dire che ho sempre ritenuto inaccettabile, come lo ritengono tutte le persone di buon senso, che si sottopongano a processi in tv persone che sono già sotto processo davanti ai giudici e che si accusano in tv di tutto, con ferocia e senza dare loro la possibilità di difendersi”. Il riferimento a trasmissioni come Annozero o Ballarò è tuttaltro che velato. “Ho sempre chiesto a destra e a manca – ha concluso il premier – che si facessero esposti in tal senso alla autorità apposita per le comunicazioni, affinché assumesse gli opportuni provvedimenti”.

E sulla neonata inchiesta della Procura di Trani, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha appena annunciato l’intenzione di autorizzare un’ispezione ministeriale. “L’inchiesta di Trani, il cui contenuto non conosco nel merito – ha spiegato il Guardasigilli, a margine di un incontro presso l’ospedale di Agrigento – evidenzia almeno tre gravissime patologie che sono chiare anche allo studente che affronta all’università l’esame di procedura penale. E cioè: un problema gravissimo di competenza territoriale, un secondo problema di abuso delle intercettazioni, e un terzo che riguarda la rivelazione del segreto d’ufficio“.

Oggi stesso invierò gli ispettori a Trani – ha annunciato il Guardasigilli – per andare a verificare cosa è successo. Ovviamente senza interferire nell’indagine, potere che non mi compete, ma soltanto per capire come possano verificarsi queste gravi patologie”.

Maria Saporito