Calcio, Milan: Nesta stagione finita?

Stava giocando probabilmente la stagione migliore degli ultimi anni in vista anche di un possibile obiettivo mondiale ma i timori emersi dopo il forfait nel big match dell’Old Trafford di Manchester sono stati confermati: l’infortunio che ha escluso, Alessandro Nesta, infatti, è più grave del previsto.  Sottopostosi ai dovuti esami di rito presso la clinica Villa Stuart di Roma con il Professor Mariani (lo stesso che ha più volte operato Francesco Totti), i risultati parlano di una possibile rottura del tendine popliteo del ginocchio destro. Queste le parole del forte difensore appena uscito dall’ospedale: “  Il trauma l’ho riportato con l’Atalanta e forse il colpo di grazia l’ha dato la partita con la Roma”. A Nesta, è stato inoltre prescritto di mantenere immobile l’articolazione per non creare complicazioni. Il giocatore ha ora due opzioni davanti a se per risolvere il problema e tornare sul campo al più presto: una terapia riabilitativa, che lo terrebbe fuori un mese e mezzo e praticabile solo se i controlli dei prossimi giorni confermeranno che il ginocchio può reggere senza operazione, oppure un intervento chirurgico che significherebbe addio campionato e addio alle speranze di Lippi di averlo tra i 23 convocati per il prossimo mondiale sud africano. “Non so se la stagione per me è finita ma nel caso in cui dovessi operarmi potrei rientrare per la fine del campionato. Ed aiutare il Milan alla corsa sull’Inter per il titolo”. In casa rossonera sono comunque pronti al peggio, vista anche la recidività dell’infortunio e entro quarantotto ore decideranno quale terapia seguire, ma in caso di operazione dovranno prima vincere le resistenze dello stesso Nesta da sempre avverso agli interventi chirurgici: «Se sarà necessario lo farò, altrimenti no. Non voglio tornare sotto i ferri”. In conclusione, il difensore rossonero, rilascia l’ultima battuta sulla nazionale chiudendo definitivamente le porte ad un suo possibile ritorno con la maglia azzurra: “In Nazionale non ci vado più, basta con questa storia”.

Paolo Piccinini