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Hillary Clinton risponde a Israele

Dopo le critiche di Joe Biden al governo israeliano sono arrivati altri segnali negativi da Hillary Clinton.

Il portavoce del Dipartimento di Stato, Philip J. Crowley, ha riferito ai giornalisti di una telefonata di Hillary Clinton a Benjamin Netanyahu in cui la decisione di costruire nuovi alloggi a Gerusalemme est è stata commentata come un segnale negativo che ha inciso sui rapporti tra i due Paesi e sul processo di pace.

Netanyahu e Clinton

In una intervista rilasciata dalla Clinton alla CNN, trasmessa venerdì scorso, era stato ribadito quello che i commentatori politici avevano detto subito dopo l’annuncio del governo israeliano: l’ampliamento degli insediamenti a Ramat Schomo è stato uno “schiaffo” per Washington.

Non è stata compresa la scelta sia nei contenuti che nei tempi, in una fase delicata come quella della ripresa dei negoziati con i rappresentanti palestinesi.

I rapporti con Israele sono stati definiti come solidi e duraturi, non a rischio nonostante quest’ultimo episodio negativo, tuttavia l’amicizia tradizionale fra i due Paesi non può prescindere dal reciproco rispetto fra le parti.

La Segretaria di Stato ha riproposto la validità del progetto “due Stati-due popoli”, ma la via per raggiungere l’obiettivo passa per la fiducia e il rispetto degli impegni da parte di israeliani e palestinesi.

Per questo motivo, gli Stati Uniti stanno cercando di ricostruire i ponti con i palestinesi. Una fonte ha riferito al giornale Al-Quds Al-Arabi che l’inviato americano in Medio Oriente, George Mitchell, ha promesso al presidente Mahmoud Abbas (più conosciuto come Abu Mazen) che gli USA si impegneranno per fermare la costruzione di insediamenti israeliani a Gerusalemme est.

Anche il “Quartetto per il Medio Oriente“, promosso da Stati Uniti, Russia, Unione Europea e ONU, ha condannato la decisione israeliana come un’azione unilaterale che danneggia i negoziati di pace. Nonostante tutte queste critiche, da Gerusalemme non sono ancora arrivate smentite chiare e decise.

L. Denaro