I Pink Floyd vincono la causa contro l’Emi, no ai brani su internet

La Emi, casa discografica di uno dei gruppi più famosi al mondo, i Pink Floyd,  utori di album che hanno fatto la storia della musica quali Dark Side of The Moon, Wish you were here, The Wall, ha perso la causa intentata dallo stesso gruppo, comportando il risarcimento delle spese legali da parte della casa discografica.

L’Alta Corte di giustizia di Londra ha infatti dato ragione ai Pink Floyd, che avevano intrapreso un’azione legale contro la Emi per le modalità di vendita su internet dei brani e il calcolo dei diritti d’autore. La band britannica chiedeva che Emi non vendesse più i singoli dei suoi dischi.

Robert Howe, avvocato della band, ha sottolineato che il contratto firmato con la casa discografica proibiva di commercializzare brani “in modo diverso da quello della configurazione originale degli album dei Pink Floyd”.

Il gruppo voleva mantenere il controllo artistico della sua produzione. La Emi ha dichiarato che la norma si applicava soltanto agli album fisici, non al download su internet, ma l’Alta Corte ha dato ragione al gruppo, ritenendo che il contratto proteggesse “l’integrità artistica degli album” e proibisse la vendita dei singoli senza autorizzazione dei Pink Floyd.

Inoltre il giudice Andrew Morritt ha condannato Emi a pagare le spese legali, una somma che non è stata rivelata, visto che la casa discografica ha espresso la volontà che queste informazioni fossero considerate segreto commerciale.

Secondo la Emi, “L’udienza di questa settimana – ha commentato un portavoce – riguardava l’interpretazione di due clausole contrattuali legate alla vendita digitale della musica dei Pink Floyd, ma ci sono altri temi di cui discutere e la vertenza andrà avanti ancora per qualche tempo”.

Claudia Fiume