La trans Efe Bal: “Quanti insospettabili da me…”

Uscirà tra pochi giorni, il 16 marzo, il libro di Efe Bal “Quello che i mariti non dicono. Confessioni di una trans”. Il libro è stato scritto con la collaborazione  della giornalista di Panorama, Stefania Barbenni”.

Il contenuto non è proprio difficile da intuire. Quella che è considerata la trans più bella della mondo, racconta storie di uomini (ricchi, famosi, sposati, colti, ignoranti) che impazziscono per lei. Storie di gente che vuole rompere la monotonia andando a letto con un trans. Efe Bal ha 30 anni ed è di origine turca. Lavora a Milano da parecchio tempo ormai, ma i suoi clienti vengono da tutto il mondo.

Il sito di Panorama ha pubblicato alcuni brani del libro, la cui lettura è davvero interessante. Efe parla in particolare di un cosiddetto “moderato”: un volto noto della tv, che nessuno sospetterebbe mai…

“«Se sapessero com’è veramente». Mi capita di pensarlo, talvolta, quando vedo il mio cliente in tv o su un giornale, coi suoi modi garbati, l’eloquenza di chi ha studiato e sa come piacere, convincere, sedurre. Come tenersi la sua audience. È la perfetta incarnazione del Signore Moderato, non troppo, né poco. Sta sempre nel mezzo, ha classe, è impeccabile nei dibattiti. Forse per questa sua arte di incarnare l’equilibrio è famoso, molto famoso. Quando è scoppiato il caso Marrazzo, gli sono tremate le vene. Il suo è un volto che tutti conoscono, la sua voce impostata è familiare agli italiani e pure quella è moderata. Lo è anche quando mi telefona, chiedendomi di raggiungerlo in hotel e dicendomi: «Ho bisogno del tuo c…o, vieni a scoparmi». Forse è l’unico momento della sua vita in cui non usa metafore, non gira intorno. E io rido al pensiero”.

C’è anche chi festeggia con Efe Bal l’addio al celibato…Scrive la trans: ” «Io domani mi sposo». Che male c’è se uno festeggia l’addio al celibato con una trans? (…) A Guido l’idea venne, e si presentò dietro un paio di occhiali da sole di Gucci. Era in Italia per mettersi la fede al dito: «Lo faccio per accontentare i miei» precisò. Io, come sempre, non chiedevo niente, così lui si sentì in dovere di riempire il silenzio: «Sono in Italia per 20 giorni, in licenza matrimoniale. Sai, lavoro da Gucci a Tokyo». Spiegati gli occhiali da 300 euro. Aveva 30 anni allora, magari adesso sarà padre di due bambini, chissà.
Trent’anni e un fisico da discobolo con mani da pianista e modi da aristocratico. Come andare a letto col muratore dei sogni e l’intellettuale di buona famiglia, insieme, combinazione rarissima da trovare, anche per me che sono stata con più di 3 mila uomini.
«Non so se amo Giuliana, la mia quasi moglie. Facciamo sesso ogni due o tre giorni, non è male, non trovi?». «Sta’ tranquillo, va bene così» lo rassicurai. Non ero la sua prima trans, e scommetto che non sono stata l’ultima. Perché è difficile tornare indietro. Scopammo senza cerniera, ci impiegai pochi minuti a farlo godere. «Auguri per domani». «Grazie. Stasera ho un altro addio al celibato con i miei amici, ma non sarà così bello»”.