Schifani agli studenti: stiamo sconfiggendo la mafia

“Al di là delle leggi, la parte di grande responsabilità la devono svolgere i partiti. Se una persona è in odore di mafia, se non è di spiccata illibatezza, se non è una persona perbene, nel suo ambiente lo si sa e i partiti lo sanno“. A dirlo è stato il presidente del Senato, Renato Schifani, intervenuto in mattinata a un incontro con gli studenti di un istituto di Bagheria (in provincia di Palermo), impegnati nella realizazione del progetto “Parlamento della legalità”.

Un’iniziativa quanto mai attuale, che rimanda inevitabilmente ai problemi giudiziari che interessano molti esponenti parlamentari, accusati di intrattenere rapporti compromettenti con le organizzazioni criminali. “Io sono un garantista – ha spiegato Schifani agli studenti siciliani- perché ho fatto l’avvocato per tanti anni e mi baso sul principio della presunzione di innocenza. Ma una cosa è la presunzione di innocenza di fronte ai giudici, un’altra l’opportunità politica per la scelta di un individuo rispetto a un altro”.

“Un uomo pubblico – ha scandito il presidente del Senato – deve essere di esempio e i partiti devono avere la forza di dire no a candidature discusse anche se portano voti”. Parole che non trovano coincidenza nell’attuale situazione parlamentare, segnata dalla presenza di membri su cui gravano pesanti sospetti circa i loro rapporti con la criminalità.

La seconda carica dello Stato ha quindi fornito agli studenti di Bagheria un quadro rassicurante della lotta alla mafia. “La stiamo sconfiggendo tutti – ha detto –  ma principalmente i siciliani. Sono cambiate le coscienze e gli stati d’animo. Prima c’era paura e omertà,  si negavano perfino i fatti evidenti, si ignoravano proprio i fatti. Certo – ha proseguito Schifani – abbiamo dovuto pagare un prezzo enorme con la morte di persone come i giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. Ma tutto ciò ha cambiato la coscienza dei siciliani”.

Un ultimo inevitabile riferimento al pasticcio legato alle liste elettorali presentate dal Pdl. “Questa vicenda – ha affermato il presidente del Senato – ha distratto gli elettori e si spera che si possa chiudere la fase delle polemiche e dei veleni per tornare ai programmi, ai progetti, alle candidature e consentire così ai cittadini una attenzione sui contenuti e sulla conoscenza delle persone da votare”.

“La mia preoccupazione – ha aggiunto Schifani – è per l’astensionismo, potrebbero esservi persone sbandate, sconcertate che decidono di non andare a votare. In questo caso paga la democrazia, non i partiti o la politica, perché più alta è la partecipazione – ha concluso – e più è forte la rappresentanza democratica delle istituzioni”.

Maria Saporito