Su facebook, parte del popolo viola difende Napolitano

Non ci sono solo critiche, su facebook, al capo dello Stato Giorgio Napolitano. Sono tanti, anche tra il popolo viola, ad appoggiarlo, nonostante la firma sul decreto salva liste. Chi difende il Presidente della Repubblica è del parere che non poteva non firmare. Le dimissioni sarebbero una sciagura per il Paese e un eventuale sostituto sarebbe molto peggio.

“Il presidente non deve certo governare – scrive un utente – ma può proporre l’attuazione della Costituzione (specie nei principi fondamentali e nei diritti e nei doveri dei cittadini) sulla quale Egli stesso ha dichiarato che rappresenta il collante di tutti gli Italiani che la considerano, nonostante idee diverse, la nostra carta fondamentale e strumento di valori, di civiltà e di democrazia.

Basta con gli attacchi! Ma voi pensate a cosa capiterebbe se il Presidente si dovesse dimettere? Sarebbe un disastro, perché il centro destra ha la maggioranza in Parlamento e quindi potrebbe far eleggere un uomo di propria fiducia (per esempio il fedele Gianni Letta).

Speriamo, che dopo gli errori, Napolitano comprenda e sia capace di riconquistare il consenso che aveva in precedenza. Però dobbiamo aiutarlo con suggerimenti, idee, propositi etc”.

Scrive Manuela: “Sono d’accordo sul non chiederne le dimissioni e per la stessa ragione che hai detto tu… che se se ne va ne sale uno designato dalla maggioranza. Ma questo non toglie il fatto che ha sbagliato… e ora vedremo cosa farà con il legittimo impedimento. Io credo che, a costo di tutto bisogna difendere la costituzione”.

Do la mia totale fiducia e sostegno a Napolitano e se andrò a manifestare al Quirinale sarà solo ed esclusivamente per sostenerlo. Zero critiche o appelli, ma sostegno, sostegno e ancora sostegno: così gli si dà forza, le critiche, per quanto costruttive in questo caso non rafforzano, anzi indeboliscono.
Sì…fiducia cieca, senza chiamare errori quelle che sono decisioni legittime.
Prima – scrive Gianluca – difendevo e approvavo le uscite di Di Pietro, ora vorrei che non ne facesse più: mi sono reso conto che, per quando condivisibili, danneggiano un organo Costituzionale già sotto attacco da parte di B.”