Tremonti: “Riforma fiscale in 2-3 anni”

“Dobbiamo fare la riforma fiscale, lo sappiamo: credo che due o tre anni sia il tempo giusto, discutendo con tutti”. Lo ha affermato Giulio Tremonti, ministro dell’Economia, nel corso del Forum Confcommercio di Cernobbio. “L’attuale sistema fiscale – ha spiegato Tremonti – è stato disegnato negli anni sessanta e messo in legge negli anni settanta, poi continuamente rattoppato e non so con quanta efficacia”. Secondo il ministro, dunque, “non si può proseguire con un sistema vecchio di mezzo secolo”. Tremonti ci tiene, inoltre, a sottolineare il fatto che il Governo non ha assolutamente aumentato le tasse: “è aumentato il gettito dai giochi e il gettito derivato dallo scudo fiscale, non è una nuova imposta”.

Sulla stessa linea d’onda il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. “Per irrobustire buoni fondamentali – ha affermato – la strada maestra resta quella delle riforme necessarie, in particolare la riforma del sistema del fisco che, incrociandosi con la costruzione del federalismo fiscale, deve avere l’obiettivo di maggiore semplicità e minor pressione fiscale complessiva”.

Tremonti si è soffermato anche sul tema della crisi economica. “Non potevamo fare di più – ha detto – a causa del debito più alto rispetto ad altri Paesi: l’Italia ha tenuto e terrà, non c’è stata una crisi sociale come, invece, poteva esserci. Abbiamo fatto bene a rifiutare l’avventurismo, il deficitismo e il costruttivismo economico sperimentale che ci veniva proposto. I governi – ha proseguito – hanno dato alla finanza soldi per salvarsi, la finanza usa ora questi soldi per speculare contro i governi”.

Secondo il pensiero del ministro dell’Economia si è parlato troppo di exit strategy. “Il problema – ha riferito – è il management della crisi, perché nella sua configurazione, che è mutata, la crisi continua a girarci intorno”. La soluzione ideale per Tremonti “sarebbe quella di avere regole universali e generali, ma se questo è impossibile perché non si trova un’intesa, allora sarebbe intelligente mettersi d’accordo almeno Europa su Europa”.

Tremonti ha toccato anche il ‘tasto’ pensioni. “Il problema per i giovani esiste – ha ammesso – ma è necessario definire una base di stabilità del sistema se ci saranno problemi sia per i giovani che per gli anziani”.

Mauro Sedda