Berlusconi indagato. Martedì Santoro in procura

Nonostante le minacce del ministro della Giustizia Angelino Alfano che ha annunciato l’invio degli ispettori e le continue offese del premier alla magistratura (“talebani”, “antropologicamente diversi”, “cancro”…), l’inchiesta della Procura di Trani sulle pressioni fatte da Silvio Berlusconi su importanti dirigenti della Rai al fine di indurli a chiudere la trasmissione di Michele Santoro “Annozero” e a promuovere gli editoriali del “direttorissimo” Minzolini va avanti “serenamente”.
Lo stesso Presidente del Consiglio risulterebbe iscritto nel registro degli indagati per “concussione”, mentre non è indagato Augusto Minzolini, attuale direttore del Tg1, che ha candidamente spiegato che non esistendo nessun reato non esiste nessun problema. L’etica professionale, a lui evidentemente sconosciuta, non è stata però ancora dismessa dal sindacato dei giornalisti del servizio pubblico che, ieri a Piazza del Popolo, ha attaccato la posizione di Minzolini per bocca del “collega” Riccardo Iacona.

Per domani, lunedì, sono attesi gli ispettori inviati dal ministero, ma lo stesso procuratore capo Carlo Maria Capristo ha confermato “l’armonia” e la “coesione” con cui stanno lavorando i pm, per nulla turbati dalle decisioni prese a Roma da Alfano. “Siamo a disposizione del guardasigilli – ha spiegato a “Repubblica” – per tutti i chiarimenti che vorrà avere. […] Non abbiamo nulla da temere giacché sono sicuro che l’inchiesta balzata agli onori della cronaca è seria”.
Martedì, invece, dovrebbe deporre presso la Procura della cittadina del nord barese Michele Santoro, “vittima” del tentativo di censura messo in campo da Berlusconi in accordo con esponenti della Rai e dall’AgCom per chiudere il suo “Annozero”.

Nei giorni scorsi, commentando le primissime indiscrezioni uscite su “Il Fatto” di Padellaro, il conduttore aveva spiegato che “non è una novità che Berlusconi voglia mettere il bavaglio ad Annozero”.
“Non ne sapevo nulla dell’inchiesta – aveva aggiunto – se fosse confermato tutto sarebbe clamoroso. […] È un fatto di una gravità inaudita, inaudita: il premier che chiede di chiudere i nostri programmi a un membro dell’Autorità di garanzia! È illegale, l’Agcom va az-ze-ra-ta, dovrebbe essere un arbitro indipendente e non lo è, violando la Costituzione. Ma quale arbitro! È una succursale dei partiti, un arbitro farlocco”.