Il cervello non è più un mistero

Gli scienziati dell’University College di Londra, hanno dimostrato che i pensieri lasciano una traccia visibile nel cervello, dunque sarebbe possibile catturarli.

“Abbiamo scoperto che la memoria risiede nell’Ippocampo. Adesso finalmente sappiamo dov’è e abbiamo l’opportunità di capire com’ è conservata e come cambia nel corso del tempo – ha commentato soddisfatta Eleanor Maguire, responsabile del pool di ricercatori -. Non siamo ancora in grado di mettere una persona all’interno dello scanner e carpire tutti i pensieri, ma possiamo prevedere cosa sta per ricordare osservando l’attività del suo cervello. La nostra speranza è di poter utilizzare questa tecnica per aiutare i pazienti vittime di gravi danni celebrali“.

Attraverso una risonanza magnetica ed un computer, gli studiosi hanno impressionato il flusso dei pensieri di alcuni volontari, ed indovinato a cosa pensassero.

E’ bastato usare una fMRI (risonanza magnetica funzionale) per poter vedere nei dettagli cosa accadesse all’interno dell’ippocampo, una delle sedi preposte alla memoria.

L’esperimento è consistito nello studiare, sulla scala di un voxel (unità funzionale che comprende circa 10.000 neuroni) le zone dell’ippocampo che si attivavano, sulla base del flusso di sangue, e dell’attività dei neuroni.

Ai volontari sono stati fatti vedere tre filmati diversi, della durata di sette secondi, successivamente gli è stato chiesto di memorizzarli e poi di “ricordarli”. L’algoritmo del computer collegato alla macchina per la risonanza, è riuscito a determinare, anche se con un margine di errore, a quale filmato i volontari stessero pensando, attraverso il confronto con la precedente memorizzazione.

La neurologa Eleanor Maguire ha affermato sulla rivista Science, che la percentuale di risposte esatte era stata “considerevolmente più alta di quello che ci si sarebbe potuto aspettare con dei tentativi a caso”.

La dottoressa ed i suoi colleghi, si sono limitati a studiare solo i pensieri brevi, per questo intendono proseguire le ricerche, indagando sui ricordi prolungati, per capire cosa succede alla memoria durante l’invecchiamento.

Giulia Di Trinca