Giornalista crivellato di proiettili: indagava nel Messico della droga.

I trafficanti di droga in Messico non hanno nessuna pietà. Dopo il primo omicidio compiuto alla fine di Gennaio, ancora un giornalista perde la vita, vittima di un attentato premeditato. Entrambi i cronisti lavoravano per denunciare il mondo sotterraneo della droga che nella nazione centroamericana ha ormai un mercato sempre più vasto e ramificato. Eroi di un giornalismo scomodo che viene punito senza alcuna remora o avvertimento. Già Jorge Ochoa, direttore del quotidiano ‘El Despertar de la Costa’, fu colpito mentre era a tavola in un ristorante all’aperto e  circondato da altri numerosi civili che usufruivano del locale, meno di due mesi prima.

La nuova vittima è stata identificata in Evaristo Solis, 35 anni. Un giovane giornalista che alacremente lavorava per il settimanale “Visio Informativa”. Era riuscito ad infiltrarsi nella rete della criminalità organizzata riuscendo a scoprire numerose faccende che avrebbero potuto gettare un fascio di luce sulla natura e sull’operosità della malavita organizzata messicana. Qualcosa però deve essere andata storto. La copertura di Evaristo è improvvisamente saltata e per lui non c’è più stato scampo. Attirato in una trappola è caduto per mano di freddi e crudeli sicari che lo hanno letteralmente tempestato e crivellato di proiettili.

L’omicidio è avvenuto venerdì sera ma è stato reso noto solo nella giornata di oggi. Il corpo è stato consegnato ai familiari che poco hanno potuto riferire alle forze ordine sulle rivelazioni scoperte dal loro congiunto. L’unica certezza sembra appunto il coinvolgimento dei narcos che in Messico sono divisi in molteplici bande spesso in guerra l’una contro l’altra.

Fare il mestiere di giornalista in Messico è un vero e proprio rischio. Una professione poco tutelata e protetta dalle autorità statali. Le ultime statistiche hanno evidenziato come, solo negli ultimi dodici mesi, siano stati uccisi ben tredici cronisti, morti nel tentativo di comunicare la verità celata e taciuta in quei luoghi sempre più controllati dalle organizzazioni criminali.

Alessandro Frau