L’8 marzo festa della donna e delle trans, parola di Vladimir Luxuria

La 44enne Vladimir Luxuria (nata a Foggia con il nome di Wladimiro Guadagno) é diventata con gli anni un personaggio noto a livello televisivo e politico diventando, insieme ad Eva Robin’s, la trans più famosa d’Italia.
Dice di essersi sentita donna fin dalla giovanissima età, quando a soli 12 anni iniziò ad incuriosirsi ai prodotti di cosmesi tipicamente femminili.
E’ appena trascorso l’8 marzo e, sentendosi donna più che mai, anche Vladimir ha voluto festeggiare: “L’importante non è tanto essere donna ma sentirsi donna a tutti gli effetti. Quindi sì, ho festeggiato l’8 marzo. Proprio perché mi sento donna. Certo, alle donne non invidio solo una cosa: il ciclo”.

Sentirsi donna ma trovarsi in un corpo che non ti appartiene, questo é quello che dice di provare, definendosi una donna all’antica, pronta ad essere corteggiata e provando grande passione per le buone maniere e la galanteria maschile diventata sempre più introvabile.
Ma si arriva poi ad un traguardo quasi impossibile, ma terribilmente umano in quanto desiderio, ovvero la voglia di maternità: “Il mio seno non potrà allattare mai. Le mie cose non saranno mai cose mie. Il mio grembo, un figlio, non potrà mai tenerlo. Ma questo, a noi trans, non deve sconfortarci. Le barriere biologiche non devono lasciarci sindromi d’inferiorità”.

Potrebbe però arrivare ad adottare un bambino, lo ha capito quando andò in Monzambico con l’Unicef, dove conobbe un bambino di 8 anni che le ha davvero rubato il cuore: “Se le leggi italiane me l’avessero, da trans, permesso, a vederlo nello specchietto retrovisore della jeep allontanarsi fermo con gli occhi delusi, me lo sarei stretto e l’avrei adottato. Lì, ho sentito per la prima volta che la mia lotta alle pari opportunità per genere e identità di genere, all’eguaglianza di diritti tutelata dall’articolo 51 della Costituzione, era anche sulla mia pelle”.

Alessandra Battistini