Morì a 7 anni per un’infiammazione dell’epiglottide: condannato a 8 mesi il pediatra di famiglia

Aveva solo 7 anni Federica, la bambina di Monterenzio che morì per un’infiammazione dell’epiglottide il 10 febbraio 2004, all’Ospedale S. Orsola di Bologna. Il 12 marzo scorso, il giudice del Tribunale di Bologna ha condannato ad 8 mesi di reclusione per omicidio colposo il pediatra di base, che prescrisse via telefono un medicinale a base di cortisone. In aggiunta egli dovrà pagare alla famiglia una pena pecuniaria di 500mila euro per la perdita della piccola.

Condannato a 8 mesi e a una provvisionale di 500 mila euro il pediatra che si era omesso di visitare Federica

Il medico di famiglia, M.P., fu accusato infatti di aver sottovalutato le condizioni della bimba e di non avere consigliato un ricovero ospedaliero nonostante presentasse sintomi quali febbre, catarro, tosse e forti difficoltà respiratorie. Nella stessa giornata, dopo la prescrizione via telefono (il pediatra si era omesso di visitarla lamentando di avere l’ambulatorio pieno di bambini), la piccola peggiorò e fu portata d’urgenza al pronto soccorso pediatrico dell’ospedale S. Orsola. Qui morì nel giro di un’ora, prima di essere stata sottoposta ad una trachetomia, in quanto i polmoni erano già troppo debilitati e l’infezione troppo estesa. La causa della morte di Federica fu un batterio haemophilus che ha comportato l’ingrossamento dell’epiglottide, la plica cartilaginea situata all’interno del collo, e il conseguente soffocamento della bambina.

Gli altri due imputati invece, un medico del pronto soccorso e l’anestesista della terapia intensiva, sono stati entrambi assolti dal tribunale perinsussistenza dei fatti”.

Il legale della famiglia, Bruno Catalanotti, ha subito commentato: “Questa sentenza rende giustizia ai familiari, che si ribellarono alla fantasiosa tesi enunciata dopo l’autopsia, secondo la quale la morte era stata cagionata da una polmonite fulminante”. Sottolinea anche la gravità del fatale errore compiuto dai sanitari: “Rimane comunque inspiegabile come le strutture sanitarie non siano state in grado di evitare che Federica, ricoverata in quanto affetta da epiglottide, patologia raramente mortale, sia morta nel reparto di rianimazione un’ora dopo”. Il medico legale disse che, una volta giunta al pronto soccorso, sarebbe stato impossibile salvarla anche effettuando una tracheotomia, perché i polmoni erano debilitati forse proprio a causa del batterio, il quale in casi davvero rari può causare l’epiglottite o addiruttura la meningite.

Adriana Ruggeri