Dimagrire con l’aumento dei prezzi

Quanto più il peso corporeo aumenta tanto più ci si preoccupa di trovare strategie per aiutare a mangiare in modo più sano…E c’è chi ha pensato che una soluzione all’obesità potrebbe essere quella di aumentare i prezzi dei cosiddetti cibi spazzatura…Una specie di tassa sui cibi ipercalorici, ricchi di grassi e zuccheri, potrebbe essere utile per la linea e la salute di chi li consuma…Un gruppo di scienziati (americani ovviamente…gran consumatori di cibi troppo calorici come hamburger e patatine fritte…) ha calcolato che una tassa del 18 per cento sui  prodotti ipercalorici potrebbe tradursi in una diminuzione di 56 calorie al giorno a persona che, sempre secondo loro, potrebbe significare una perdita di peso considerevole nel giro di un anno. E a trovarne giovamento sarà anche l’organismo al quale si eviteranno tutte le conseguenze provocate dall’obesità.

I ricercatori, guidati da Kiyah Duffey dell’University of North Carolina a Chapel Hill, hanno indagato sull’effetto dell’aumento di un dollaro sul costo dei cibi spazzatura e ne hanno rilevato una diminuzione dell’introito calorico giornaliero dei consumatori.

«Per compensare il fatto che cibi sani come frutta e verdura fresche tendono a costare di più, medici e politici hanno suggerito da tempo di tassare gli alimenti ipercalorici, ricchi di grassi saturi o con zuccheri aggiunti».

Seppure l’idea trovasse terreno fertile…per contrastare l’iper consumo di cibi spazzatura, di certo non troverà consensi tra i produttori e i venditori di tali alimenti.

Sembrerebbe una soluzione troppo semplicistica ma forse non è del tutto errata. Pensiamo ai giovanissimi, forse i più accaniti consumatori di cibi poco salutari e troppo calorici, a rischio obesità: potrebbe essere più restii all’acquisto se dovessero impiegare una parte considerevole del denaro a loro disposizione…Ma per risultati certi, la “tassazione” dovrebbe essere comunque accompagnata da una buona educazione alimentare che va impartita sin da piccoli.

Caterina Cariello