Iran: 30 blogger-internauti arrestati per “guerra psicologica” contro il regime

Le ultime notizie dall‘Iran non sono confortanti per la libertà di stampa e espressione. Trenta giovani oppositori del regime sono stati arrestati fisicamente e oscurati dal mondo di internet. Solamente perché, attraverso il web, cercavano di raccontare le verità celate dal governo che controlla ogni sorta di divulgazione informativa, sia cartacea che multimediale.

Le accuse sono molto gravi ma appaiono allo stesso tempo decisamente surreali. Con le parole, i blog, gli articoli questi dissidenti avrebbero alimentato una “guerra psicologica” nei confronti dello Stato e dei suoi cittadini fomentando rivolte e alimentando un clima di odio e ribellione. Vengono dunque additati come i “cattivi” della situazione. Coloro che spingono verso un clima bellico allontanando la pace dallo stato iraniano. Un ribaltamento dei fatti volto a cancellare ogni nota stonata all’interno della linea segnata da Ahmadinejad.

Tutti i giovani arrestati fanno parte di un gruppo d’opposizione iraniano che si oppone al regime combattendo la censura e professando le libertà. Questo movimento è accusato a sua volta dal regime di “aver permesso agli iraniani di accedere a Internet scavalcando il sistema di filtri governativo”, di aver lanciato una guerra psicologica contro la Repubblica Islamica”, e di aver incoraggiato il popolo a “partecipare ai comizi illegali trasmettendo informazioni sui siti nucleari alle agenzie di spionaggio americano”.

Pretesti ed espedienti per poter stringere ancor più il bavaglio intorno ai dissidenti che osteggiano Ahmadinejad e la sua politica del terrore e dell’eliminazione. Fonti interne hanno riferito che i giovani potrebbero anche essere accusati di aver ricevuto fondi americani per continuare la loro battaglia telematica, rendendosi colpevoli di tradimento verso la patria. Alcuni di loro farebbero parte anche dell’OMPI, il principale movimento d’opposizione che lavora all’estero essendo stato costretto all’esilio forzato.

Indignazione e condanna sono state espresse da molteplici voci autorevoli in tutto il mondo. L’Iran torna ad essere accusata di privare le libertà primarie dell’uomo in nome di una politica autoritaria e senza alcuna regola democratica.

Alessandro Frau