Sei brutta, vattene. Prada e il look che ti licenzia

Storia dai contorni alquanto grotteschi quella avvenuta in Giappone e alla quale il Japan Times ha dato recentemente molta visibilità. Una “manager retail” della prestigiosissima casa di moda Milanese ha presentato formale denuncia contro il suo licenziamento da parte di Prada e contestualmente per presunte vessazioni perpetrate dallo stesso marchio nei suoi confronti.

Rina Brovisse sarebbe, in specifico, stata rimossa dal suo posto di lavoro di alto  livello per questioni quasi esclusivamente estetiche. Sembra che Davide Sesia, boss di Prada Giappone abbia, tra l’altro, fatto sapere alla Bovrisse che “si vergognava della sua bruttezza e non voleva che i visitatori dall’Italia la vedessero”.

Inoltre, la stessa ormai ex-manager sarebbe stata vittima di fortissime pressioni; quando la direzione le chiese di licenziare  15 tra i gestori di negozi perchè “vecchi, grassi, brutti, disgustosi e privi del look Prada“, la sua opposizione scatenò le ire di Sesia, ire che sfociarono appunto nel suo licenziamento.

La Bovrisse era  responsabile di una  rete di 40 negozi sparsi su tutto il territorio e che conta circa  500 dipendenti. Nella sua denuncia ai danni di Prada, la protagonista della stranissima vicenda, soprattutto considerando che è avvenuta in Giappone, ha chiesto un risarcimento per lo stress e i danni emotivi subiti e il reintrgro nel suo vecchio posto di lavoro. Il documento è decisamente circostanziato e la donna porta all’attenzione dei magistrati diversi casi di “costrizione” a comprare merce made in Prada, con la minaccia di un possibile taglio di personale.

A Tokyo in questi giorni sembra non si parli d’altro, la questione ha infatti le potenzialità per provocare danni d’immagine al marchio italiano. Danni che, se le accuse fossero vere si meriterebbe pure.

Ma una nota della casa di moda, diffusa a fine settimana scorsa attraverso l’Ansa, la stessa ha fatto sapere  di essere “stata oggetto di un articolo (quello del Japan Times) accusatorio in merito a comportamenti lesivi di una sua dipendente” in riferimento ai quali  i giudici hanno ritenuto del tutto legittimo il licenziamento della manager in questione.

A.S.