Alfano bacchetta il Csm: viola la Costituzione

L’inchiesta avviata dalla Procura di Trani in riferimento alle presunte pressioni esercitate dal presidente del Consiglio al fine di ottenere la chiusura di alcuni programmi televisivi a lui poco graditi, continua a suscitare polemiche e ad alimentare malumori. L’ultimo battibecco ha coinvolto il Guardasigilli, Angelino Alfano, che ha oggi aspramente commentato la decisione del Csm di aprire una pratica sull’ispezione inviata dal ministro nella Procura pugliese.

L’iniziativa del Csm – ha scritto in una nota il responsabile della Giustizia – di aprire una pratica contro un’ispezione disposta in base all’art. 107 della Costituzione, in relazione ai fatti che stanno accadendo a Trani, è quanto di più grave si sia mai visto da parte di questo organismo ed è un comportamento inaccettabile che viola la Costituzione e vulnera il sistema democratico della divisione dei poteri”.

“Il Csm – ha continuato nella nota il ministro della Giustizia – travalicando i propri poteri apre una pratica che, all’evidenza, tende a comprimere l’attività degli ispettori. Tutto ciò è a dir poco preoccupante e dimostra la volontà di certa magistratura di voler evitare che si faccia luce sulle patologie di inchieste che hanno una chiara ed ovvia valenza politica”.

Una posizione, quella assunta dal ministro di via Arenula, che rimanda ai numerosi “attacchi” scagliati dal premier Silvio Berlusconi all’indirizzo di molti magistrati, accusati di fare un uso politico del loro potere, teso a screditare la dignità personale del presidente del Consiglio e ad intralciare l’operato del governo.

L’incontro di oggi pomeriggio tra gli ispettori ministeriali e i magistrati della Procura di Trani è durato più di 5 ore; all”uscita, il pm Michele Ruggiero (titolare dell’inchiesta) non ha voluto intrattenersi sui particolari del confronto, sottolinenado unicamente che si è trattato di “un’audizione molto corretta“, nel corso della quale “il problema molto complesso è stato affrontato con rispetto dei ruoli reciproci“.

Maria Saporito