Amici 9: resoconto puntata (16-03-2010 quinta parte). Con Pier Davide e la Mannoia è subito ‘Estate’


L’ultima sfida di categoria della serata è stata quella tra i due cantanti uomini della scuola. Il tenore Matteo Macchione e il cantautore Pier Davide Carone. E ora proprio il turno del pugliese che ha l’onore e il piacere di duettare con Fiorella Mannoia.

Anche per lui rvm sul primo incontro. Il cantautore è sorpreso di ritrovarsi davanti la rossa cantante che gli fa subito grandi complimenti: “Ho sentito le tue canzoni. Sono proprio carine. E questo è molto bello, sei molto bravo”. Nell’imbarazzo più che totale il ragazzo le chiarisce che sarà pure bravo a scrivere ma lo è molto poco a parlare e altro non riesce a fare che prepararle un caffè.

Torniamo con le immagini del day time in diretta e riviviamo l’ingresso nello Studio 5 di Fiorella Mannoia. “Grazie mille” ripete Maria, mentre è la Mannoia a ringraziare e a fare complimenti: “Ho visto tanti talenti ed auguro un buon futuro a tutti loro”.
È il momento dell’esibizione e per i due è stato scelto un pezzo dei Negramaro, Estate, inserito anche nell’ultimo cd della Mannoia. Tanta energia per lei, poco convincente lui. La loro performance risulta molto meno coinvolgente ed emozionante rispetto a quelle degli altri.

Ma come non comprendere l’emozione del giovane cantautore. Fiorella Mannoia è da anni la voce dei massimi calibri della canzone d’autore: Fossati, Battiato, Ligabue, Ferro, Jovanotti, Pino Daniele, De Gregori, Guccini, Ruggeri, Bubola, Vasco. E pensare che queste “penne” abbiano firmato i suoi brani, può essere suonato per Carone come un buon segno per il suo futuro da autore. Del resto spulciando le dichiarazioni della Mannoia sulle collaborazioni, si parla di sintonia e affinità e speriamo che il caffè di Pier sia stato tanto buono da conquistarla:

 “Le parole che canto mi rappresentano, le canzoni che canto mi somigliano. In fondo, anche le persone che le hanno scritte sono simili a me in qualche modo, o io somiglio a loro; abbiamo in comune la stessa angolazione dalla quale osservare il mondo che ci circonda e il lavoro che svolgiamo; è questo il legame che c’è tra di noi. Gli incontri sono basati sulle affinità, sulla sintonia, soltanto dopo convogliano in una collaborazione professionale”.