Berlusconi: libertà mutilata

Silvio Berlusconi non trova pace. “Vogliono impedirmi di lavorare”. “Le reiterate azioni della magistratura sono volte a sottrarre tempo all’azione del governo, anzi viene da pensare che la finalità sia di impedire al presidente del Consiglio di lavorare – ha detto Berlusconi -.                                    

Secondo il Cavaliere, manco a dirlo,  “gli ultimi accadimenti” a cominciare dalla inchiesta di Trani “confermano l’esigenza di una riforma radicale giustizia che invece viene usata a fini di lotta politica dalla magistratura”.

E continua, intervistato dai microfoni di Studio Aperto, in merito all’indagine della Procura di Trani che lo vede indagato per presunte pressioni all’Agcom per far chiudere Annozero, è un segno di libertà mutilata e offesa”.  Non sono mancate stoccate neanche nei confronti dell’opposizione: “Gli italiani hanno capito da un pezzo il gioco della sinistra, sempre più scoperto e pericoloso: oltre a insultare e demonizzare l’avversario, cercano di seminare il dubbio dell’astensione per spingere i moderati a non votare”, ha aggiunto Berlusconi. “Sono convinto che i moderati reagiranno a questa tendenza e andranno in massa alle urne per difendere legalità e democrazia”.

Il premier ha sottolineato che il Pdl scenderà in piazza il 20 marzo per “difendere il diritto di voto”, ma anche quello alla privacy. “Andremo in piazza, non lo facciamo mai -ha insistito Berlusconi – ma, come si dice a Roma, ‘quando ci vuole ci vuole’, per reclamare il nostro diritto al voto anche a Roma e per reclamare la nostra libertà di parlare al telefono e non essere spiati”. Il presidente del Consiglio ha infine confermato che con i 13 candidati governatori in piazza verrà firmato un “patto del fare”.

Anche il direttore del Tg1, Augusto Minzolini è indagato nell’inchiesta di Trani: per violazione dell’articolo 379 bis del Codice penale: “Rivelazioni di segreti inerenti a un procedimento penale”.  Minzolini non avrebbe osservato il divieto imposto dal pubblico ministero, Michele Ruggiero, di non rivelare a terzi il contenuto dell’interrogatorio a cui fu sottoposto a Trani il 17 dicembre 2009 nell’ambito delle indagini sulle carte di credito American Express. Nei confronti del commissario dell’Agcom, Giancarlo Innocenzi, anch’egli indagato, la procura ipotizza il reato di favoreggiamento personale (art.378 del Codice penale), in relazione alle dichiarazioni fatte nel corso di un’audizione dinanzi agli investigatori in cui avrebbe negato di aver ricevuto pressioni da Berlusconi per chiudere Annozero.

Diana de Angelis