Berlusconi: sabato in piazza contro la magistratura

Ad appena quattro giorni dalla manifestazione annunciata per sabato prossimo a Piazza San Giovanni a Roma, il premier Silvio Berlusconi è sceso in campo in prima persona per invitare i militanti del PdL a mobilitarsi, con una lettera inviata “agli amici e alle amiche dei Club delle Libertà”.
Nella missiva sono esposte con estrema chiarezza le motivazioni politiche che hanno indotto il Presidente del Consiglio e il Popolo delle Libertà ad indire una manifestazione elettorale decisa all’ultimo momento e ad appena una settimana dal voto.

“Alla vigilia di ogni sfida elettorale, – si legge – l’alleanza ormai scoperta tra la sinistra e una parte della magistratura interviene indebitamente nella campagna elettorale per influenzare il voto dei cittadini. […] Di fronte a questo ultimo attacco, non possiamo rimanere indifferenti, dobbiamo reagire. […] Si tratta ancora una volta di una scelta di campo tra il nostro Governo che fa e la sinistra delle chiacchiere, tra l’Italia che ama e quella che invidia e odia“.
Naturalmente il Popolo delle Libertà, come qualsiasi altra forza del panorama politico italiano, ha pieno diritti di manifestare nelle piazze le proprie convinzioni e le proprie idee.

Tralasciando, quindi, il cinematografico invito ad invadere Roma con “l’esercito del bene” per contrastare la cattiva sinistra, a preoccupare è piuttosto la prima parte della lettera.
Sembra che a molti, assuefatti da tutto ciò che questo Governo ha fatto e continua a fare, non sia chiaro quanto possa essere grave, per una Repubblica democratica, il fatto che il Primo Ministro scenda in piazza contro un Organo Costituzionale indipendente quale è la Magistratura.

Questo non certo per sostenere l’infallibilità della Magistratura o l’efficienza del sistema giudiziario italiano, ben lungi dall’essere perfetto, ma per ricordare quanto siano vicine derive autoritarie nel momento in cui il Capo del Governo chiama il “popolo” a scendere in piazza contro chi è chiamato a garantire che la legge sia uguale per tutti, proprio tutti, e che sia correttamente applicata la Costituzione.
Anche perché, a questo punto, la manifestazione di sabato rischierebbe seriamente di apparire come una marcia contro la Costituzione. La Costituzione nata, è bene ricordarlo oggi più che mai, dalla Resistenza.

Mattia Nesti